Secondo "no" al suicidio assistito in Veneto, l'appello video del paziente oncologico
Per la seconda volta, a febbraio 2026, l'Asl ha emesso un diniego al suicidio assistito di Roberto, paziente veneto di 67 anni con un tumore incurabile al cervello diagnosticatogli nel 2006. L'uomo ha ottenuto di potervi accedere in Svizzera, ma vuole morire a casa sua. L'Asl si era gia' opposta a maggio 2025 e, contro il secondo diniego, Roberto ha presentato ricorso in Tribunale. Con lui il collegio legale dell'Associazione Luca Coscioni, coordinato dall'avvocata Filomena Gallo. Intanto Roberto ha deciso di uscire dall'anonimato e di chiedere la liberta' di porre fine alla propria vita anche attraverso un video: "Vorrei porre fine ai miei giorni prima che diventino impossibili a viversi. All'improvviso potrei perdere la vista, la parola, la capacita' di muovere braccia e gambe - spiega nel suo appello -. Purtroppo non c'e' possibilita' di cura. Ogni sera spero di morire nel sonno. In Svizzera sono pronti ad aiutarmi, ma preferirei morire a casa mia. E' una questione di dignita'". (NPK)
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