Scuola italiana in ritardo, 1 edificio su 3 necessita di lavori urgenti

Rapporto Legambiente, pochi e troppo lenti i miglioramenti nonostante il Pnrr

(ANSA) - ROMA, 14 SET - La scuola italiana continua ad essere in perenne ritardo. Nel 2025 edilizia scolastica e servizi crescono troppo lentamente e a velocità diverse, mantenendo marcate differenze tra Nord, Centro e Sud della Penisola anche in termini di finanziamenti. E anche il Pnrr - con 11,65 miliardi di euro di fondi per l'edilizia scolastica stanziati nel 2021 e destinati per oltre 9.500 interventi - che in questi cinque anni doveva fare la differenza ha portato, al momento, solo lievi passi avanti: bene gli interventi di manutenzione e riqualificazione, compresi quelli relative alle infrastrutture sportive, indietro i progetti su nuove scuole e asili nidi. Due i dati emblematici: nel 2025 quasi un edificio su tre (31,7%) in Italia necessita ancora di lavori urgenti, che arrivano a uno su due nel Mezzogiorno. Sul fronte Pnrr per l'edilizia scolastica, sei progetti su dieci relativi a nuove scuole sono ancora in fase di esecuzione, per i nidi quasi un progetto su due. A scattare, in sintesi, questa fotografia, nel giorno in cui suona la campanella in gran parte delle regioni della Penisola, è il nuovo report Ecosistema Scuola di Legambiente. Secondo il report Ecosistema Scuola, giunto alla 26esima edizione, nel 2025 crescono le certificazioni di sicurezza, in particolare gli edifici con certificato di agibilità sono passati dal 47,2% del 2024 al 53,5%. In aumento anche gli interventi di efficientamento energetico che hanno interessato il 19,4% degli edifici scolastici contro il 15,9% della precedente rilevazione, segno di un patrimonio che sta migliorando ma troppo lentamente per affrontare il tema della crisi climatica. Restano, invece, disattesi alcuni interventi strutturali importanti: anche se negli ultimi cinque anni oltre la metà degli edifici (51,7%) ha beneficiato di interventi di manutenzione straordinaria, nella Penisola nel 2025 quasi un edificio su tre (31,7%) necessita ancora di lavori urgenti. Un dato che al Sud sale al 45,2% e nelle Isole raggiunge il 54,2%, mentre si ferma sotto il 27% nel Centro Nord. Altro dato preoccupante riguarda il 57,2% di scuole non ancora sottoposte a verifica di vulnerabilità sismica, mentre le nuove scuole edificate negli ultimi cinque anni rappresentano ancora appena l'1,3% del patrimonio monitorato. (ANSA).

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