Schianto aereo cargo algerino, vent'anni dopo Piacenza non dimentica

(ANSA) - PIACENZA, 13 AGO - Piacenza ha commemorato il ventesimo anniversario della sciagura aerea in cui persero la vita, in localita' Cà degli Ossi, i tre componenti dell'equipaggio del cargo C130 di Air Algérie che terminò il suo ultimo tragico volo all'estrema periferia della città: il comandante Abdou Mohamed, il co-pilota Mohamed Tayeb Bederina, prossimo alla pensione, e il tecnico di bordo Moustafa Khadid morirono nel tentativo di guidare il velivolo lontano dalle abitazioni. Le vittime sono state ricordate, come ogni anno, con un omaggio floreale dell'Amministrazione comunale ai piedi della stele nel quartiere Besurica e nel tardo pomeriggio con una messa nella parrocchia di San Vittore. Accanto alla sindaca Katia Tarasconi, alle istituzioni e alle delegazioni delle realtà che parteciparono alle operazioni di soccorso, c'erano il console aggiunto del Consolato generale d'Algeria a Milano Nora Derradji, il vescovo della Diocesi di Piacenza-Bobbio monsignor Adriano Cevolotto, l'Imam Yaseen Ben Tabith con il presidente della comunità islamica piacentina Shkelqim Lecini. Durante la cerimonia è stato letto un messaggio dei familiari del copilota Mohamed Tayeb Bédérina: "trasmettere il suo ricordo - hanno scritto tra l'altro - è diventata la nostra missione più bella. Raccontiamo la sua storia ai nostri figli e ai nostri cari affinché il suo nome continui a vivere. Questa eredità vive anche nel percorso di nostro fratello minore, che ha scelto di seguire le orme di nostro padre diventando pilota. È il suo modo di onorarne la memoria e di perpetuare i valori che gli ha trasmesso: il coraggio, il senso del dovere, l'umiltà e la passione per il volo". La sera del 13 agosto 2006 il C130 volava da Algeri a Francoforte quando il pilota lanciò un allarme alla torre di controllo di Milano segnalando una perdita di potenza ai motori: costretto all'atterraggio d'emergenza, il mezzo intraprese una manovra per schivare la città di Piacenza, precipitando in fiamme, sfiorando le case e disintegrandosi violentemente nei campi di Cà degli Ossi. I pezzi del quadrimotore furono trovati sparsi nel raggio di chilometri. (ANSA).
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