Rogoredo, il legale di Cinturrino: "Non conosceva Mansouri"
"Ha ribadito la dinamica dei fatti: ha ribadito la propria responsabilita' per il fatto di aver messo l'arma vicino al cadavere, ma ha negato la volonta' di tutta la condotta che gli viene contestata". Ad affermarlo l'avvocato Marco Bianucci, legale difensore del poliziotto Carmelo Cinturrino, all'uscita dal Tribunale del Riesame di Milano, dove questa mattina si e' tenuta un'udienza per la richiesta di scarcerazione dell'agente, detenuto dal 24 febbraio a San Vittore con l'accusa di omicidio volontario per la morte del pusher Abderrahim Mansouri, avvenuta lo scorso 26 gennaio vicino al boschetto di Rogoredo. A detta del legale, nel corso dell'udienza Cinturrino ha reso dichiarazioni spontanee, ribadendo che la sera dell'omicidio "era in una situazione di paura, in una brutta zona della nostra citta', al buio. Il resto lo leggeremo poi dall'ordinanza". L'avvocato ha precisato che Cinturrino "non aveva nessun rapporto con Mansouri, lo conosceva soltanto da una foto segnaletica".
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