Ristoratrice morta: carabinieri, sentita come potenziale vittima

'Ha detto di non aver altri dettagli su autore della recensione'
Una veduta esterna della pizzeria Le Vignole con il cartello che chiede di non mettere fiori, di proprietà di Giovanna Pedretti, trovata morta, Sant'Angelo Lodigiano, 15 gennaio 2024. ANSA/ FLAVIA MAZZA
Una veduta esterna della pizzeria Le Vignole con il cartello che chiede di non mettere fiori, di proprietà di Giovanna Pedretti, trovata morta, Sant'Angelo Lodigiano, 15 gennaio 2024. ANSA/ FLAVIA MAZZA

LODI, 17 GEN - I carabinieri non fecero alcuna contestazione a Giovanna Pedretti, la ristoratrice che su Fb aveva postato una recensione in cui un cliente lamentava di essere seduto vicino a gay e disabili, quando sabato scorso, il giorno prima di ritrovarla morta sul greto del fiume Lambro, la ristoratrice di Sant'Angelo Lodigiano fu convocata e sentita in caserma come persona informata sui fatti. I carabinieri hanno spiegato oggi in una nota che durante gli accertamenti con l'ipotesi di propaganda ed istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, hanno sentito sabato pomeriggio Giovanna Pedretti "quale potenziale vittima dell'intera vicenda" e che il "colloquio" è durato "pochi minuti" durante i quali la ristoratrice ha confermato il contenuto della recensione (sulla cui autenticità erano stati sollevati più dubbi in rete) e ha spiegato di non essere in grado di fornire ulteriori dettagli per poter risalire all'identità "dell'anonimo cliente". Dopo il post e la risposta ripresa da diversi media, la 59enne era stata accusata sui social di aver inventato tutto solo per farsi pubblicità. Domenica è stata trovata morta nel fiume non lontano dalla pizzeria. Ormai per gli investigatori non ci sono più dubbi sul fatto che si sia uccisa. (ANSA).

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