Rimborsi al Consiglio regionale della Campania, assoluzioni e prescrizioni a Napoli

(ANSA) - NAPOLI, 26 MAR - Assoluzioni con formula piena, prescrizioni e nessun condannato a Napoli al processo sui rimborsi ai consiglieri regionali della Campania celebrato dinnanzi alla prima sezione penale (collegio D) del tribunale di Napoli (presidente Armonia De Rosa). Gli inquirenti avevano avanzato ipotesi di peculato sui fondi destinati per il funzionamento dei gruppi consiliari del consiglio regionale della Campania. I fatti risalgono agli anni che vanno dal 2010 al 2102. Assolto "perché il fatto non sussiste" Gennaro Salvatore, ex capogruppo del Gruppo Caldoro Presidente, difeso dal professore Alfonso Furgiuele e dall'avvocato Fabio Carbonelli. Assolti con formula piena anche Ugo De Flavis, Massimo Ianniciello e Raffaele Sentiero. Cadute in prescrizione (a gennaio) le contestazioni per i consiglieri Sergio Nappi, Pietro Diodato e Angelo Polverino. "La formula piena 'il fatto non sussiste' restituisce integrità e onore al nostro assistito, sancendo in modo inequivoco che egli non si è mai appropriato neppure di un euro", commentano Furgiuele e Carbonelli, legali di Gennaro Salvatore. "Rimane, tuttavia, un rammarico profondo - proseguono - per le misure cautelari patite e, soprattutto, per la violenta esposizione a una gogna mediatica che ha assunto, in taluni passaggi, contorni persino paradossali — come nel caso dell'assurda attribuzione di spese per una tintura per capelli a chi, notoriamente, è calvo". "Fu un accanimento mediatico che travalicò ogni ragionevole limite, - vien sottolineato - traducendosi in una vera e propria esecuzione pubblica della reputazione. Oggi, a distanza di oltre un decennio di autentico calvario giudiziario e umano, pur nella consapevolezza che talune ferite restano indelebili, sorge inevitabile un interrogativo: chi potrà mai restituire al nostro assistito il tempo sottratto, gli anni consumati nel discredito, le gravi ricadute sul piano personale, politico, sociale e soprattutto familiare?", concludono il professor Alfonso Furgiuele e l'avvocato Fabio Carbonelli. (ANSA).
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