Processo per naufragio Cutro, consulente pm 'sottovalutazioni e ritardi'

(ANSA) - CROTONE, 07 APR - Emergenze sottovalutate, radar gestiti in modo inadeguato e un ritardo nelle operazioni di mare. È il quadro tracciato dall'ammiraglio Salvatore Carannante, consulente della Procura di Crotone, durante l'udienza del processo per il naufragio del caicco Summer Love, costato la vita a 94 migranti il 26 febbraio 2023. Il primo nodo critico sollevato è stato il mancato coinvolgimento della Guardia Costiera: "Anche se era un'operazione di polizia, la Finanza poteva chiedere la collaborazione della Capitaneria, che aveva i mezzi per portare a termine l'attività di law and enforcement, che sarebbe stata comunque coordinata dalla Guardia di finanza". Carannante, basandosi sulle schede tecniche delle unità militari, ha inoltre contestato le motivazioni che spinsero la Finanza a far rientrare le proprie navi a causa del mare forza 4. "La motovedetta V5006, con le condizioni di quella sera - ha detto - poteva sostenere la navigazione in sicurezza ad una velocità massima di circa 30 nodi. Il pattugliatore Barbarisi era più al limite perché poteva sostenere massimo forza 4 a 15 nodi. Quindi non è stato coerente aver dichiarato il rientro in porto per condizioni meteomarine avverse, a meno che i comandanti non avessero altre problematiche di sicurezza di uomini e mezzi. Questa è una condizione che noi non conosciamo". Riguardo alla strumentazione radar del Roan della Finanza Carannante ha sostenuto che la strumentazione a terra è stata sottoutilizzata. "Il radarista - ha detto - non ha operato per cambiare la scala di portata. Al momento dell'escussione ha detto che non era in grado di fare nulla, era un osservatore che guardava lo schermo. Se non è in grado di manovrare il radar, non siamo capaci di scoprire il bersaglio. La bravura sta nel superare le difficoltà delle condizioni meteo. L'apparizione del target sul radar è stata fortuita e non ricercata". Il consulente ha specificato che il monitoraggio occulto era impossibile in quelle condizioni: il radar di Campolongo non era settato per spingersi oltre le 12 miglia e la telecamera termica in dotazione risultava guasta. Rispondendo alle domande del pm Matteo Staccini, Carannante ha confermato che l'imbarcazione, già classificata internamente come "barca con migranti", navigava sotto il pieno controllo di un timoniere esperto, rendendo pienamente legittimo un intervento di law and enforcement. "Se fossero partiti alle 00.17 quando è stata sollecitata la partenza del Barbarisi - ha detto - lo avrebbero intercettato a 6 miglia dall'arrivo, prima della tragedia. Invece, quando sono usciti alle 2.30, anche proseguendo a 10 nodi non sarebbero riusciti ad arrivare in tempo per evitare lo spiaggiamento". (ANSA).
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








