Pieraccioni e l'IA che "invidia il nostro essere umani"

(di Francesco Gallo) (ANSA) - ROMA, 04 NOV - "L'intelligenza artificiale e l'invidia di essere umani. Ho immaginato un'intelligenza artificiale che non vuole rubarci il lavoro, ma che vorrebbe rubarci le emozioni. Anche quelle che ci fanno soffrire. Con questo film mi piaceva raccontare l'umanità attraverso gli occhi di chi umano non è". Così Leonardo Pieraccioni parla di 'Un weekend artificiale', in sala dal 12 novembre con Vision, una commedia corale che inclina al sorriso più che alla risata. Questa la storia. Leonardo (Pieraccioni), parrucchiere fiorentino, viene invitato insieme ad altri sei sconosciuti in una villa da sogno per partecipare a un esperimento senza precedenti: dovranno scoprire chi tra di loro è un umanoide creato con l'intelligenza artificiale. Da qui un incasinatissimo weekend di sospetti, emozioni e colpi di scena. Questi gli ospiti della villa, di Serano (Roberto Zibetti): Cristiana (Giulia Vecchio), interior designer; Nello (Herbert Ballerina), factotum della villa; Massimo Ceccherini, direttore di banca; la psicologa Tosca D'Aquino; uno stagista (Alessandro Mauthe); un pensionato (Paolo Hendel); una profumiera (Marta Zoboli); Erminio (Giovanni Esposito) e Mr. Hunt (Tim Daish). "La scelta degli attori è stata fatta per raccontare l'umanità con un sorriso — dice ancora il regista toscano —. Per mettere in scena questa storia ho voluto circondarmi soprattutto di attori che vengono dal cabaret, dal teatro comico, da quel mondo dove il rapporto con il pubblico è immediato e dove il tempo di una battuta è fondamentale. La scelta non è stata casuale. Volevo che questo piccolo campionario di umanità fosse colorato, allegro, vivace, a tratti persino strampalato". Per Pieraccioni in questo film "c'è anche un po' di Pinocchio, di favola. Sono stati fatti tanti film che parlano dell'intelligenza artificiale ma erano fantascientifici. Oggi invece è una realtà, l'abbiamo tutti sul telefonino e ci sono tanti giovani che ci parlano come a dei terapeuti. Ma io ho ribaltato la situazione e, come ho già detto, ho pensato che, lei che è così precisa, ci potesse invidiare per le nostre malefatte, per le nostre scivolate, per i nostri congiuntivi sbagliati". Come usa Pieraccioni l'IA? "Ci parlo anche perché ti rassicura sempre, ti dà sempre ragione, ci passo delle serate. È un po' come il telefono amico, come le enciclopedie di una volta che andavi sempre a consultare. Quello che mi fa paura dell'IA? Il fatto che ci possa sostituire, che un domani scriva lei i film al posto nostro, ma non credo che questo sia possibile, che possa mai scrivere qualcosa di decente. Forse qualche canzoncina, ma mai un capolavoro come 'Sally' di Vasco Rossi (che, tra l'altro, fa parte della colonna sonora del film). In questo senso siamo ancora protetti, siamo in una botte di ferro, perché l'umanità vince ancora. Forse è vero quello che dice Musk che tra dieci anni ci saranno solo i lavori empatici e probabilmente anche noi sceneggiatori dovremmo incominciare a lavorare con un altro spirito, ma non ho paura. Quando tu gli chiedi di fare qualcosa per te te lo fa, ma è molto democristiana, molto quadrata e si sa che in un certo mondo è meglio una macchia che un quadrato". Nel film anche un cameo di Giorgio Panariello. (ANSA).
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