Per le donne il gender gap pesa anche sull'accesso all'abitare

(ANSA) - TORINO, 05 OTT - Il problema abitativo non può essere considerato un tema neutrale, ma presenta disuguaglianze di genere: per le donne, in particolare per quelle che si trovano in condizioni di fragilità o marginalità, Ia casa rappresenta spesso un nodo critico nei percorsi di vita e, in generale, il gap salariale incide per le donne anche in relazione al tema dell'abitare. È quanto emerge dalla ricerca 'Abitare per le donne', promossa dalla Fondazione Torino Città per le Donne. Stando ai dati nazionali, quando l'immobile è intestato a una sola persona, gli uomini ne detengono il 54-56% e le donne il 44-46%, le donne che accedono a un mutuo sono il 45,7% e l''80,9% dei nuclei monogenitoriali è guidato da madri sole. In generale, per le donne, a fronte di contratti più frammentati e carriere meno retribuite, l'affitto pesa per quasi la metà dello stipendio netto, mentre per le donne over 65 sole le spese abitative arrivano ad assorbire fino al 55,3% delle loro entrate mensili. La ricerca rileva poi che molte situazioni di emergenza abitativa femminile rimangono sommerse nei conteggi ufficiali, per casi come donne che restano in coabitazioni forzate, subaffitti irregolari o in relazioni violente pur di non perdere un tetto o i figli. La ricerca sottolinea dunque la necessità di guardare oltre la semplice gestione dell'emergenza con politiche abitative che vadano verso soluzioni più flessibili e inclusive. "Il compito che ci siamo dati - dice l'assessore comunale di Torino al Welfare, Jacopo Rosatelli - è rendere sempre più efficaci le politiche per il diritto all'abitare. L'auspicio è che ci sia anche una lettura di genere a livello nazionale e europeo, perché oggi bisogna avere una lettura di genere di qualunque tipo di politica". "Le fragilità sono cambiate - osserva la presidente di Torino Città per le Donne, Antonella Parigi - e le politiche pubbliche vanno riviste in quest'ottica. Ci vogliono strumenti nuovi e quello che vince è l'alleanza fra ente pubblico e terzo settore". (ANSA).
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