Papa, esame di coscienza per i cristiani con gravi responsabilità nelle guerre

'Dovrebbero avere l'umiltà di confessarsi davanti a Dio'

(ANSA) - CITTÀ DEL VATICANO, 13 MAR - Papa Leone ricorda che "ogni cristiano è tenuto alla confessione sacramentale almeno una volta all'anno" come prescrive anche il Catechismo della Chiesa Cattolica. "Riconoscere i nostri peccati - ha affermato stamane ricevendo in udienza i partecipanti al XXXVI Corso sul foro interno organizzato dalla Penitenzieria Apostolica - soprattutto in questo tempo di Quaresima, significa 'accordarci' con Dio, unirci a Lui" e "questo genera l'unità interiore della persona e l'unità con la Chiesa; perciò favorisce anche la pace e l'unità nella famiglia umana. Verrebbe da chiedersi: quei cristiani che hanno responsabilità gravi nei conflitti armati, hanno l'umiltà e il coraggio di fare un serio esame di coscienza e di confessarsi?". Nonostante la sua importanza, "alla reiterabilità" della confessione, ha osservato papa Prevost, "non corrisponde sempre, da parte dei battezzati, una sollecitudine nel farvi ricorso: è come se l'infinito tesoro della misericordia della Chiesa restasse 'inutilizzato', per una diffusa distrazione dei cristiani che, non di rado, rimangono per lungo tempo in stato di peccato, piuttosto che accostarsi al confessionale". Invece, osserva il Pontefice, "solo una persona riconciliata è capace di vivere in modo disarmato e disarmante! Chi depone le armi dell'orgoglio e si lascia continuamente rinnovare dal perdono di Dio, diventa un operatore di pace e di riconciliazione nella vita di ogni giorno". (ANSA).

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