Nasce il Manifesto contro la disumanizzazione, 'basta narrazioni tossiche'

(ANSA) - ROMA, 29 SET - Contro la propaganda xenofoba, la criminalizzazione delle migrazioni nelle politiche scolastiche del Governo, la Flc Cgil promuove - insieme a un vasto e autorevole cartello di associazioni della società civile, del mondo dell'istruzione e dei movimenti studenteschi - il "Manifesto contro la disumanizzazione". Un manifesto che nasce - spiegano i promotori - dall'esigenza di denunciare e contrastare una visione politica e culturale che riduce il migrante a minaccia e usa la paura per distogliere l'attenzione dai reali problemi del Paese. Questa narrazione si traduce in scelte governative preoccupanti per il settore dell'istruzione: la mancata ricostituzione dell'Osservatorio per l'integrazione degli alunni con background migratorio, le regressioni presenti nelle Indicazioni Nazionali 2025 e una concezione coercitiva dell'italiano L2, inteso non come strumento di partecipazione, ma come fattore di assimilazione forzata e sanzione. "Assistiamo a un tentativo sfacciato di demolire il patrimonio interculturale costruito negli ultimi decenni dalle nostre scuole. Si vuole imporre un'idea di integrazione fondata sul sovranismo culturale, delegittimando le lingue madri e arrivando persino a colpevolizzare le famiglie. È una deriva autoritaria e occidentocentrica che rifiutiamo con forza. I dati di realtà, dalle rilevazioni INVALSI fino alle esperienze virtuose sui territori, dimostrano che la pluralità e la multiculturalità sono ricchezze che alzano la qualità didattica e sociale per tutti gli studenti". Tra le proposte ci sono il potenziamento dei CPIA (Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti), la valorizzazione del plurilinguismo e dell'educazione interculturale, il riconoscimento delle differenze culturali come risorsa formativa globale per tutte e tutti, superando e reali politiche di integrazione e diritto alla cittadinanza. "La lingua non può e non deve essere la misura dell'appartenenza o una barriera per escludere; insegnare l'italiano significa offrire uno strumento di emancipazione e partecipazione, non un dazio da pagare per essere tollerati". Con questo Manifesto si ribadisce che la scuola pubblica "è e resterà uno spazio aperto di comune umanità, diritti e democrazia". (ANSA).
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