Music For Peace si prepara per la Global Sumud Flotilla per Gaza

Presidente Rebora, raccolte 300 tonnellate di cibo

(ANSA) - GENOVA, 30 AGO - I volontari lavorano senza sosta per imballare tutto mentre il flusso di persone è continuo nella sede di Music For Peace a Genova San Benigno, nella giornata che segnerà la partenza delle navi genovesi per raggiungere la Global Sumud Flotilla che nei prossimi giorni partirà alla volta di Gaza per portare aiuti umanitari. La raccolta di generi di prima necessità lanciata nei giorni scorsi ha avuto un responso incredibile come spiega Stefano Rebora, fondatore di Music For Peace e membro dell'equipaggio. "Come dato finale, in cinque giorni, abbiamo superato le 300 tonnellate di materiale raccolto. Immaginate quante persone ci sono dietro quelle tonnellate - ha detto -. E' arrivato da ogni dove, anche dall'estero. Ma quello che conta è che la merce che partirà è come se fosse accompagnata da 30, 40, 50, 100, 200 mila persone. Non saremo solo noi sulle barche, ma ci saranno insieme a noi 45 tonnellate e 45 tonnellate rappresentano 45.000 persone che hanno portato chilo a chilo". Al termine della giornata alle 21 proprio dalla sede di Via Balleydier partirà una fiaccolata che raggiungerà il Porto Antico di Genova dove saranno posizionate le barche. "Sarà una partenza virtuale perché di fatto poi nella notte in un molo sicuro caricheremo il materiale e poi, tempo permettendo, partiranno domani mattina presto o domani in giornata". Le barche che partiranno da Genova "da tre a cinque" spiega Rebora si congiungeranno con il resto della Flotilla a Catania dove poi partiranno tutte insieme il 4 settembre per provare a rompere l'assedio a Gaza. "Se arriveremo a Gaza e riusciremo a toccare il suolo sarà la devastazione. E' dal 2009 che sono a Gaza dove ho tantissimi amici e molti li ho persi - ha detto Rebora -. Per rendere l'idea Gaza è grande come Genova, da Nervi (Levante) a Voltri (Ponente) compresi (32 km la lunghezza della città, ndr) con 2 milioni e 300 mila persone ma con l'80% delle abitazioni distrutte e cinque ospedali funzionanti al 20%. Non c'è più rete fognaria né rete idrica o elettrica e cibo quasi inesistente. Ho ricevuto messaggi in questi giorni dove mi dicevano che stanno mangiando ormai la sabbia". (ANSA).

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto