Morte avvelenate, ancora nessun esito dagli esperti tedeschi del Koch

Scaduti i termini per due quesiti, si attendono le risposte agli esami

(ANSA) - CAMPOBASSO, 26 SET - Sono ancora senza risposta gli interrogativi sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, le due donne decedute lo scorso dicembre a Pietracatella dopo essere state avvelenate dalla ricina. A tre mesi dall'affidamento degli accertamenti agli esperti tedeschi, gli investigatori italiani attendono ancora gli esiti degli esami affidati al Robert Koch Institute di Berlino. I termini concessi per due dei quattro quesiti posti sono scaduti tra la fine di luglio e la fine di agosto, ma non si ha notizia né di risultati ufficiali già arrivati né di eventuali proroghe richieste e concesse. Sul tema, gli investigatori che stanno cercando di fare luce sulla vicenda hanno mantenuto negli ultimi giorni il massimo riserbo, rendendo impossibile ottenere aggiornamenti. Qualche risposta parziale, in attesa delle relazioni ufficiali, potrebbe comunque essere già arrivata. La possibilità di trasmettere esiti parziali è infatti prevista nell'affidamento dell'incarico agli esperti tedeschi disposto dalla procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, che ipotizza la "possibile consegna di relazioni parziali in merito ai quesiti posti". Nel dettaglio, sono quattro gli interrogativi ai quali Berlino è chiamata a dare risposta. Il primo riguarda la presenza di ricina nei campioni biologici prelevati durante le autopsie. Il secondo riguarda invece la presenza della sostanza nei 131 reperti raccolti durante il sopralluogo nella casa di Pietracatella lo scorso 30 luglio. Il terzo quesito riguarda la presenza di anticorpi contro la ricina nel sangue di Gianni e Alice Di Vita, familiari delle vittime. L'ultimo riguarda invece la presenza di ricina negli alimenti sequestrati nella casa di Pietracatella tra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio. Proprio quest'ultimo accertamento presenta particolari complessità, considerando che gli alimenti e i liquidi inviati a Berlino sono complessivamente 73. Oltre ai prodotti prelevati dalle dispense, dal frigorifero e dal freezer, come emerso nelle scorse settimane, ci sono anche due borracce e una boccetta di vetro. Le prime due sono state trovate nella sala della casa, su un tavolino accanto al camino. In una delle borracce, in particolare, era presente un liquido, probabilmente acqua, con evidenti residui solidi. Nella boccetta, invece, trovata nella dispensa dell'abitazione della madre di Gianni Di Vita, era presente una sostanza granulare scura. (ANSA).

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