Ministero Istruzione avvia rilevazione studenti palestinesi nelle scuole

(ANSA) - ROMA, 15 GEN - È stata avviata dal Ministero dell'istruzione e del merito una rilevazione che riguarda la presenza di studenti palestinesi presso le istituzioni scolastiche statali e paritarie del territorio nazionale per l'anno scolastico 2025/2026, che rimarrà aperta per l'intero anno scolastico, con possibilità di aggiornamento costante. "E' un monitoraggio che facciamo sulla falsariga di quanto abbiamo fatto per degli studenti ucraini - spiega Carmela Palumbo, Capo dipartimento per il Sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell'Istruzione e del Merito - non abbiamo nomi e cognomi ma solo numeri divisi per regioni e ordine scolastico, con particolare attenzione con chi deve sostenere gli esami. E' un monitoraggio che si fa quando ci sono fenomeni di improvviso arrivo da un Paese o da una zona del mondo che hanno necessità di un inserimento scolastico per poter predisporre interventi di sostegno didattico. Abbiamo necessità di conocere quanti sono questi studenti e dove sono distribuiti, non abbiamo, ripeto, nessun nome, è una rilevazione anonima ma solo dei numeri a livello regionale per mettere in atto eventuali misure di sostegno". Critiche arrivano invece dall'Usb. "Siamo di fronte - dice l'Unione sindacale di base della scuola - a un atto inaccettabile, che introduce una vera e propria schedatura su base etnica e nazionale all'interno della scuola pubblica statale. È la ghettizzazione dei bambini e delle bambine palestinesi, già vittime di una violenza sistematica nei loro territori ad opera dello Stato di Israele. La nota ministeriale non chiarisce in alcun modo le finalità di questa indagine, non ne specifica il fondamento normativo né il motivo per cui tale rilevazione venga effettuata esclusivamente nei confronti degli studenti palestinesi. Un'operazione opaca, discriminatoria e pericolosa, che viola i principi costituzionali di uguaglianza e tutela dei minori e tradisce il ruolo inclusivo che la scuola dovrebbe svolgere. È gravissimo - continua l'Usb - che il Ministero dell'Istruzione e del Merito utilizzi le scuole come strumento di controllo e classificazione, anziché come luoghi di accoglienza, emancipazione e solidarietà. Ancora una volta assistiamo a una scuola piegata a logiche securitarie e politiche, lontane anni luce dalla tutela dei diritti dell'infanzia e dall'interesse educativo". (ANSA).
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