La fantascienza cinese è già soft power e cerca il successo mondiale

Francesco Verso ne ha tracciato la storia al Trieste Science Fiction

(ANSA) - TRIESTE, 03 NOV - "Manca loro il fallire, l'idea di non aver successo, mancano insomma produzioni indipendenti. Sono alla ricerca del grande film che sarà diffuso in tutto il mondo". È uno dei punti negativi del cinema di fantascienza cinese secondo Francesco Verso, editore e scrittore di fantascienza, profondo conoscitore di questo stesso settore in Cina dove è stato più volte anche premiato. Lo ha detto rispondendo a una domanda sul fatto che la cinematografia cinese del settore è molto sviluppata e di buon livello, intervenendo a un incontro sul soft power della fantascienza in dibattito con il giornalista scientifico Fabio Pagan, nell'ambito del Trieste Science+Fiction Festival. Verso, che opera anche come mediatore culturale con la Cina e la cui casa editrice (Future Fiction) vanta il catalogo più corposo di libri cinesi fuori dalla Cina, ha parlato della fantascienza di quel Paese come della "novità più incredibile degli ultimi cinquanta anni, per visionarietà e per sostegno del governo, dopo quelle americana e inglese". Verso ha ripercorso lo sviluppo della fantascienza in Cina, dagli esordi con Lu Xun nei primi decenni del '900, passando per la New Wave con i "tre generali cinesi" Liu Cixin, Wang Jinkang e Han Song. Liu Cixin, in particolare, è autore del monumentale "Il problema dei tre corpi", è l'unico scrittore non occidentale ad aver vinto il premio Hugo (nel 2015); ha venduto 7 milioni di copie in Cina ed è stato tradotto in tante lingue. Nell'excursus storico, Verso ha spiegato che oggi la fantascienza cinese è riuscito ad elaborare "una strategia di soft power", con le ultime generazioni di scrittrici e scrittori, anche di millennials. L'autrice più nota è Hao Jingfang. Stasera ci sarà l'inaugurazione del Festival. (ANSA).

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