Il sacerdote ai funerali Valentina, 'amare non significa possedere'

(ANSA) - BERGAMO, 24 MAR - "Non vogliamo abituarci alla violenza di gesti e parole. Sì, anche delle parole, perché è dalle parole che inizia la violenza. Mi sembra che un gesto di violenza e potere tradisca debolezza del cuore. Si tratta di una gravissima malattia delle relazioni, di una degenerazione dell'amore che si mostra nel desiderio di controllare, nello sfruttamento della debolezza dell'altro, nel controllo della sua libertà e del rapporto in cui uno finisce per eliminare l'altro solo perché sfugge alle nostre pretese. Amare significa essere liberi di donare, non di possedere, non di eliminare, ma di fare spazio e di far crescere". Sono le parole che ha pronunciato nell'omelia don Pasquale Pezzoli, che oggi a Bergamo ha celebrato i funerali di Valentina Sarto, la donna di 41 anni uccisa a coltellate dal marito Vincenzo Dongellini, mercoledì scorso nella loro casa di Valtesse. La messa è stata celebrata nella chiesa parrocchiale di Borgo Santa Caterina, alla presenza di parenti, amici e anche della sindaca di Bergamo Elena Carnevali, che alla fine della celebrazione ha abbracciato Lia Ventura, la mamma della quarantunenne. Nel corso della cerimonia due amiche di Valentina hanno letto una lettera dall'altare: "Eri una ragazza piena di sogni, sempre pronta a sorridere nonostante l'inferno che stavi vivendo. Piccola farfalla, ora vola libera senza il peso che avevi nel cuore". (ANSA).
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