Il regista Marre, in Francia il governo fa sparare flash-ball su minorenni

Alla Festa del cinema di Roma il regista con Un uomo del suo tempo premiato a Cannes

(ANSA) - ROMA, 24 OTT - "Vivo quello che sta succedendo in Francia molto male. Oggi, abbiamo un governo che, in nome della tranquillità ha ordinato di sparare flash-ball (proiettili di gomma) contro bambini e minori di 18 anni e che, in nome della violenza reale, e a Parigi c'è stata violenza, ha vietato le manifestazioni. Credo che questo sia il problema. È la questione della disponibilità a fare qualsiasi cosa per la tranquillità. Le persone di estrema destra, si può sempre cercare di placarle, come abbiamo già visto". Lo dice alla Festa del cinema di Roma Emmanuel Marre, regista di Un uomo del suo tempo (Notre salut) premiato a Cannes per la migliore sceneggiatura, in arrivo prossimamente nelle sale italiane con I wonder Pictures. Il film, che a Roma ha appena ricevuto il premio Gillo Pontecorvo, si ispira alla reale vita del bisnonno del cineasta. La storia è ambientata nel Settembre 1940, quando Henri Marre (Arlaud) arriva solo a Vichy, mentre si insedia il regime collaborazionista del maresciallo Pétain. Convinto di poter contribuire a risollevare la Francia dalla sconfitta, Henri si mette al servizio della nuova amministrazione e ne fa propri i metodi, cercando di diventare indispensabile. Rispetto ai paralleli con l'oggi "la politica è, prima di tutto, ciò che viviamo ogni giorno, e ci sono molti aspetti della nostra vita quotidiana in cui ne vediamo le conseguenze concrete - spiega Marre -. In Francia, dovremo votare tra sei mesi, e dovremmo chiederci, quali sono i programmi, davvero? Cosa verrà attuato concretamente?". E non per partecipare a una sorta di corsa di cavalli per vedere come posizionarsi al meglio e chi vincerà. Si dovrebbe tornare a uno spirito di riflessione personale, per chiederci: 'Cosa ne penso?'. E credo che l'idea del film sia proprio questa, ricordare che possiamo permetterci di riflettere su chi siamo, su cosa vogliamo, dove vogliamo andare e cosa non vogliamo fare". (ANSA).

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