Il Papa, 'il diritto internazionale e intere città sono in cenere'

I giovani chiedono che i popoli si radunino ma non in modo nazionalistico

(ANSA) - CITTÀ DEL VATICANO, 18 FEB - "Noi oggi possiamo sentire nelle ceneri che ci sono imposte il peso di un mondo che brucia, di intere città disintegrate dalla guerra: le ceneri del diritto internazionale e della giustizia fra i popoli, le ceneri di interi ecosistemi e della concordia fra le persone, le ceneri del pensiero critico e di antiche sapienze locali, le ceneri di quel senso del sacro che abita in ogni creatura". Lo denuncia il Papa nell'omelia della messa del Mercoledì delle Ceneri che dà avvio alla Quaresima. "Sappiamo come sia sempre più difficile radunare le persone e sentirsi popolo - ha osservato papa Prevost -, non in modo nazionalistico e aggressivo, ma nella comunione in cui ognuno trova il proprio posto. Addirittura, qui prende forma un popolo che riconosce i propri peccati, cioè che il male non viene da presunti nemici". "Dobbiamo ammettere - ha aggiunto il Pontefice - che si tratta di un atteggiamento controcorrente", quello di "opporre all'idolatria il Dio vivente" per "osare la libertà e ritrovarla attraverso un esodo, un cammino. Non più paralizzati, rigidi, sicuri nelle proprie posizioni, ma radunati per muoversi e cambiare". "Come è raro trovare adulti che si ravvedono, persone, imprese e istituzioni che ammettono di avere sbagliato - sottolinea anche- ! E non è un caso che numerosi giovani, avvertano più che in passato il richiamo di questo giorno, il Mercoledì delle Ceneri", "sono loro a cogliere distintamente che un modo di vivere più giusto è possibile", "occorre cominciare da dove si può e con chi ci sta". (ANSA).

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