Gli anni di piombo e il perdono di una vittima ne 'L'incontro'

(di Francesco Gallo) (ANSA) - ROMA, 16 OTT - Abbiamo fatto mai davvero i conti con gli anni di piombo? La risposta a questo ed altro la si ritrova ne 'L'incontro' di Fabrizio Galatea, docufilm che passa oggi in Special Screening alla Festa di Roma dedicato alla strana avventura umana di Giorgio Bazzeca, figlio del poliziotto Sergio, ucciso dal giovane brigatista Walter Alasia nel 1976. Nel film c'è tutto il suo odio, specie all'uscita di prigione di Renato Curcio. Per lui che ha vissuto un'infanzia molto difficile, vedere quell'uomo in libertà che vorrebbe tanto uccidere è davvero troppo, come racconta lui stesso. Un odio, il suo, che non si spegne. A cambiare la sua traiettoria sarà l'incontro con un gruppo di persone che la Storia ha destinato su fronti opposti. Infatti grazie a Manlio Milani, che ha perso la moglie nella strage di Piazza della Loggia, Giorgio entra nel 'Gruppo dell'Incontro', esperienza nata alla fine degli anni Duemila e guidata dai mediatori Adolfo Ceretti, Guido Bertagna e Claudia Mazzucato. Per anni, vittime e familiari delle vittime, ex appartenenti alle organizzazioni armate e rappresentanti della società civile si sono incontrati volontariamente e lontano dalla dimensione giudiziaria per raccontare le proprie storie, ascoltare quelle degli altri e confrontarsi sul dolore causato e subito. Un'esperienza resa pubblica nel 2015 con 'Il libro dell'incontro. Vittime e responsabili della lotta armata a confronto' e ispirata ai principi della giustizia riparativa. È proprio questa esperienza a costituire il cuore del docufilm: la giustizia riparativa non cancella la responsabilità né il dolore e non impone il perdono, ma apre piuttosto uno spazio in cui le conseguenze della violenza possono essere affrontate attraverso la parola, l'ascolto e il riconoscimento dell'umanità dell'altro. Per Giorgio, il confronto con ex protagonisti della lotta armata e con altre vittime diventa la possibilità di dare una forma diversa alla propria rabbia. Il percorso lo porterà all'incontro con Oscar Alasia, fratello di Walter, e con lo scrittore Giuseppe Culicchia, suo cugino: persone unite da una stessa vicenda traumatica. Oggi Giorgio lavora come mediatore di giustizia riparativa nelle carceri minorili e porta la propria esperienza nelle scuole insieme a Franco Bonisoli, ex membro della direzione strategica delle Brigate Rosse e tra i protagonisti del Gruppo dell'Incontro. Uno dei momenti più belli di questo documentario è quando Sergio sente improvvisamente di provare affetto, empatia per chi stava dalla parte che ha ucciso il padre e si sente in colpa. La sua vera liberazione avviene quando ha l'occasione di incontrare Curcio, gli si presenta davanti, dice chi è e l'ex Br indietreggia spaventato. A Giorgio basta questo, si sente finalmente liberato. Il regista Fabrizio Galatea ha conosciuto per la prima volta questa esperienza nel 2022, durante una giornata sulla giustizia riparativa a Ivrea con Agnese Moro, Adriana Faranda e padre Guido Bertagna. Da quell'incontro nasce il desiderio di raccontare un percorso durato oltre dieci anni e capace "di offrire una prospettiva diversa anche sul presente, in un tempo nuovamente segnato dalla polarizzazione, dalla violenza politica e dalla guerra". (ANSA).
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