Giovane morto in barca a Olbia, ci sono i primi indagati

Dalla perizia emerge possibile posizionamento non adeguata delle batterie

(ANSA) - TEMPIO PAUSANIA, 18 FEB - Ci sono i primi indagati per la morte di Giovanni Marchionni, lo skipper 21enne di Bacoli, in Campania, trovato senza vita l'8 agosto 2025 a bordo di uno yacht di 17 metri ormeggiato nella banchina della Marina di Portisco, nel Comune di Olbia, alle porte della Costa Smeralda. Non risulta più a carico di ignoti, infatti, il fascicolo aperto nella Procura di Tempio Pausania. Dopo gli ulteriori accertamenti sulle batterie dell'imbarcazione svolti nella mattinata di ieri dal consulente nominato dalla Procura, sono state fatte delle iscrizioni nel registro degli indagati. I nomi al momento non sono noti. La pm titolare dell'inchiesta Milena Aucone all'indomani del ritrovamento del cadavere del giovane aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti. Gli accertamenti di ieri sulle batterie, l'impianto elettrico di bordo e i sistemi di ricarica dell'imbarcazione hanno fatto venire alla luce alcuni aspetti ancora oscuri della vicenda. Durante la perizia di ieri, alla quale ha preso parte dalla banchina anche il procuratore capo Gregorio Capasso, il consulente Giuseppe Mangano ha estratto le batterie dello yacht, concentrando dunque la sua attenzione su di esse che probabilmente non erano state disposte in una postazione adeguata. Dalla relazione autoptica e dagli esami tossicologici e istologici effettuati sul corpo di Marchionni, e depositati nelle scorse settimane in Procura a Tempio Pausania, era emerso che la morte del giovane campano sarebbe da ricondurre all'acido solfidrico, un potente gas tossico che potrebbe essere stato inalato dopo essere fuoriuscito proprio dalle batterie. (ANSA).

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