Galleria Borghese e il futuro, un concorso di idee e già tante polemiche

(di Laura Valentini) (ANSA) - ROMA, 18 MAG - Un concorso internazionale di idee nato d'intesa con l'amministrazione pubblica, Comune di Roma e Ministero della Cultura, per scrivere un possibile futuro per Galleria Borghese, scrigno di opere d'arte appartenenti alla collezione cui il cardinal Scipione diede vita a inizio del Seicento: le parole d'ordine per il museo che sorge all'interno di Villa Borghese sono accessibilità e inclusione e il focus è "sulle persone e non sul numero dei biglietti", ha spiegato la direttrice Francesca Cappelletti in un incontro cui ha preso parte anche il Ceo di Proger spa, Marco Lombardo. Il numero uno della società, che in seguito all'avviso pubblico dello scorso novembre è stata scelta per la sponsorizzazione tecnica del concorso, che curerà a titolo gratuito, ha indicato tempi abbastanza brevi con l'ipotesi di un vincitore già per la fine dell'anno. "Il concorso d'idee - spiega - è diviso in due fasi: la prima è preselettiva e rivolta agli studi di architettura e ingegneria di tutto il mondo che si candidano a cui seguirà la selezione di cinque concorrenti che saranno invitati alla fase progettuale". Quest'ultima si svolgerà in forma anonima attraverso la piattaforma certificata dell'Ordine degli Architetti di Roma, con una commissione giudicatrice composta da professionisti ed esperti indipendenti di fama internazionale. "Speriamo che entro fine anno - afferma Lombardi - avremo un vincitore". Dove si farà il nuovo spazio? "Non lo so, trovare la soluzione è complicato e per questo è giusto che si cimentino le più grandi menti del pianeta. Noi regaleremo un progetto alla Galleria Borghese, al Comune di Roma e al Ministero che decideranno se si farà". Già soltanto l'avvio di uno studio preliminare finalizzato a interrogarsi sulle esigenze future del museo contemporaneo ha suscitato molte polemiche, legate al possibile rischio che l'ambiente architettonico venga modificato. "Mi aspettavo una grande discussione e ne sono felice ma in questa fase è un po' prematura, ho letto commenti su un progetto che non c'è", aggiunge la Direttrice, visto che di certo ad oggi c'è solo l'intenzione di verificare la fattibilità di un ampliamento degli spazi che potrebbe riguardare l'esposizione ma anche un auditorium per incontri didattici o per la preparazione alla visita. Attualmente nella Galleria non possono trovarsi (comprese le biglietterie) più di 1.800 persone contemporaneamente, senza contare che la fila per gli ingressi 'last minute' consente l'accesso a sole 13 persone ogni due ore. Per il museo che racchiude la maggiore collezione di dipinti di Caravaggio e tanti altri capolavori, dalla pittura quattrocentesca ai gruppi marmorei del primo Bernini, a tante altre opere (circa 200) chiuse nei depositi, non è la modalità di fruizione più inclusiva possibile. Più la difficoltà per l'accesso ai disabili. La Galleria Borghese è diventata un museo statale, aperto al pubblico, nel 1902. "Era sempre stata considerata, dal primo proprietario, Scipione Borghese, un luogo destinato a ospitare ogni tipo di opera d'arte, in un accordo con i giardini attigui e con il parco circostante" ricorda la Direttrice del museo, massima esperta di Caravaggio. "Nessuno vuole turbare questo prezioso contesto storico, che in tutti i modi abbiamo negli anni contribuito a tutelare, conservare, restaurare e valorizzare con iniziative culturali centrate proprio sul rapporto fra arte e natura. Con cautela, sensibilità e nel pieno rispetto dei vincoli, vorremmo iniziare a esplorare la possibilità di rendere ancora più accessibile e comprensibile questo patrimonio a chi desidera visitarlo" osserva indicando l'intento "di promuovere, civilmente, la possibilità di effettuare una visita più estesa, con meno limiti di tempo, di spazi e di opere da guardare". Proger, che per la sponsorizzazione tecnica del concorso mette in campo poco meno di 900mila euro, ha una business unit dedicata ai servizi tecnici e di consulenza per la valorizzazione del patrimonio culturale: si chiama Art&Culture e ne è responsabile Francesco Rutelli che cita come esempio dei cambiamenti dei musei il Victoria and Albert di Londra che ha raddoppiato lo spazio espositivo da quattro a sette sale ed ha anche creato una parte 'east' con la realizzazione di una ulteriore ala dedicata alle opere del deposito. "Non capisco - ha detto - perché si deve essere terrorizzati dalle idee: se qualcuno le fa esprimere a costo zero per lo Stato e Roma Capitale e poi se allo Stato e a Roma Capitale non piacciono dicono 'no grazie' e non si fa". Intanto proprio dal Comune, come ricorda la presidente dell'Assemblea capitolina Svetlana Celli, è arrivata una memoria firmata dai tre assessori interessati (Cultura, Lavori pubblici e Urbanistica) per dare vita al concorso d'idee che possa rendere "più accessibile un museo che è l'emblema del nostro paese, naturalmente attraverso un percorso rigoroso e monitorato". (ANSA).
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