Don Burgio, 'è una generazione sofferente e questi episodi non sono finiti'

Cappellano del Beccaria, 'disuguaglianze molto estese e problema di cittadinanza'

(ANSA) - MILANO, 19 OTT - La guerriglia urbana con l'assalto a negozi e supermercati a Milano che ha visto protagonisti dei giovanissimi, anche di seconda generazione, "è il risultato di tante questioni all'ordine del giorno ormai da qualche anno, con le disuguaglianze che sono molto estese. Io dico che è una sorta di assalto ai forni di manzoniana memoria, solo che i forni oggi sono sostituiti da Foot Locker e da quei negozi che dicono ricchezza e impoverimento dall'altra parte". Lo spiega al telefono con l'ANSA don Claudio Burgio, fondatore dell'associazione Kayròs per l'accoglienza di adolescenti in situazione di disagio e cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano. "La coscienza morale di questi ragazzi è effettivamente fragile - sottolinea -. Quelle che abbiamo visto sono manifestazioni di tipo predatorio quindi senza una logica ideologica, ovviamente anche vista l'età, bisogna chiedersi se dietro questi episodi c'è una regia, per me qualche regia c'è e credo che non sia finito". Secondo don Burgio a muovere questi ragazzi è un disagio, "un problema di integrazione" ma non solo "perché ho visto anche ragazzi italiani". Il loro "è uno stile predatorio e impulsivo, violento come in genere sono i ragazzi quando quando stanno male, quindi è una generazione molto sofferente", spiega ancora. La proposta della Lega di una stretta sul conferimento della cittadinanza a 18 anni se si compiono determinati reati non piace a don Burgio. "Io penso l'opposto, è proprio perché non c'è cittadinanza, perché questi ragazzi sono senza cittadinanza che si ribellano - conclude -. Quindi è chiaro che l'integrazione passa non da regalare la cittadinanza a chi commette reati, ma in maniera preventiva dal permettere a questi ragazzi nati in Italia di sentirsi parte di questo Paese. Questa cosa a furia di evitarla chiaramente crea poi tutti questi malumori". (ANSA).

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