Certificati e Cpr, l'infettivologo indagato disse 'facciamo una mappatura'

La conversazione citata nell'ordinanza cautelare di marzo

(ANSA) - BOLOGNA, 17 SET - "Se vi va mandatemi copia delle certificazioni, che sto tenendo una mappatura". Lo scriveva in chat Nicola Cocco, medico infettivologo lombardo, in una conversazione finita agli atti dell'inchiesta della Procura di Ravenna sui certificati medici, falsi in ipotesi di accusa, per evitare il trasferimento di stranieri nei Cpr. Il medico, a giugno 2024, si rivolgeva ad una dottoressa che è indagata per falso in atto pubblico ed interruzione di pubblico servizio ed è stata raggiunta, a marzo, da una misura cautelare interdittiva insieme ad altre colleghe coinvolte. A Cocco, una sorta di referente dei colleghi sul tema, si appreso ieri, è contestata l'associazione a delinquere nella nuova tranche degli accertamenti delegati alla squadra mobile, che ieri hanno portato a 23 perquisizioni. La chat tra Cocco e la collega è citata nell'ordinanza cautelare di marzo, della Gip Federica Lipovsceck. La dottoressa gli scriveva informandolo dei certificati di non idoneità realizzati a Ravenna e lui rispondeva in modo affermativo. In un altro dialogo, a luglio 2025, sempre Cocco diceva: "Gli facciamo il culo a sti sbirri maledetti". Nel provvedimento del giudice ravennate, confermato dal Riesame, si diceva che i certificati erano fatti in un'ottica "di aperta contestazione del sistema di gestione dell'immigrazione clandestina". (ANSA).

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