Cerimonia in tribunale a Roma in memoria dei magistrati Occorsio e Amato

Collocate le loro foto, uccisi dai terroristi 'neri' negli Anni di Piombo

(ANSA) - ROMA, 22 GIU - Conservare e tramandare la memoria di Vittorio Occorsio, ucciso nel 1976, e Mario Amato, ucciso nel 1980, magistrati romani vittime del terrorismo, come monito per le nuove generazioni e per chi ogni giorno opera nella giustizia. È il senso della cerimonia che si è svolta all'ingresso della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio, dove al termine dei lavori di ristrutturazione sono state collocate le immagini dei due magistrati, che indagavano sulla destra eversiva, accompagnate da targhe commemorative. All'iniziativa hanno preso parte i familiari di Occorsio e Amato, i magistrati della Procura e del Tribunale di Roma, personale amministrativo e dell'avvocatura. "Un ringraziamento particolare va ai familiari perché il fatto di averli vicini in situazioni come queste rafforza il sentimento di comune appartenenza", ha affermato il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi. "Su questi corridoi troverete documenti dell'archivio di Stato, foto e documenti storici che sono memoria, una memoria che va conservata e tramandata". E ancora: "Volevamo dare un significato particolare al rinnovamento di questi ambienti con elementi di memoria, con le nostre vittime, i nostri morti". Nel suo intervento Lo Voi ha richiamato anche le parole pronunciate da Mario Amato prima di essere assassinato. "'Non lasciateci soli' deve essere un messaggio da tramandare per evitare che si ingenerino delle forme di scarsa considerazione nella lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo". Il presidente del Tribunale di Roma, Lorenzo Pontecorvo, ha sottolineato che "mai come oggi le parole ricordo ed esempio vanno di pari passo". Particolarmente toccante la testimonianza di Eugenio Occorsio, figlio del magistrato ucciso cinquant'anni fa da esponenti di Ordine Nuovo. "Sento la commozione di rientrare dopo 50 anni in questi uffici", ha detto, ricordando le domeniche trascorse da bambino nello studio del padre. A ricordare Mario Amato è stato il figlio Sergio. "È un'emozione vedere qui la foto di mio padre e di Occorsio. Per noi familiari vittime del terrorismo i luoghi della memoria sono importanti perché sappiamo che oltre a essere stati colpiti nella nostra vita personale siamo consapevoli di essere vittime di atti che riguardano la storia della nostra Repubblica". A spiegare il progetto è stato infine il procuratore aggiunto Giovanni Conzo: "Abbiamo voluto cambiare un posto progettato come un luogo di tenebre dando luce a questi ambienti, tenendo sempre viva la memoria di due grandi magistrati". (ANSA).

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