Boy George dà forfait al West End dopo polemiche su canzone pro Israele

Musicista Gb avrebbe dovuto far parte a Londra del cast di 'Jesus Christ Superstar'

(ANSA) - LONDRA, 31 LUG - Il cantante britannico Boy George, 65enne ex frontman dei Culture Club, ha deciso di ritirarsi dal cast di una nuova rappresentazione della popolare opera rock Jesus Christ Superstar, in calendario al teatro Palladium di Londra ad agosto, dopo le accese polemiche suscitate da 'We Will Dance Again': sua recente canzone pro Israele dedicata alle vittime e agli scampati del festival musicale Nova, che fu fra i bersagli dell'incursione terroristica di Hamas del 7 ottobre 2023. Lo ha annunciato oggi il suo manager Paul Kemsley, assumendosi la responsabilità di una scelta fatta a suo dire "dopo un'attenta riflessione" comune per evitare di coinvolgere lo show in potenziali contestazioni."George - ha dichiarato il manager in una nota pubblicata sul profilo Instagram del musicista - non ha mai avuto timore di difendere le sue idee, ma credo sia mia responsabilità prendere decisioni che sono nel miglior interesse di un mio artista e testimoniare allo stesso tempo rispetto per il lavoro degli altri". La canzone 'We Will Dance Again', pubblicata quest'anno con un titolo che è la traduzione dello slogan ebraico 'Od Nirkod', fatto proprio dai sopravvissuti del massacro del Nova Festival, è stata criticata da più parti nel Regno Unito. Il testo interpretato da Boy George, già simbolo del movimento Lgbt più colorato negli anni '80, difende senza sfumature la devastante reazione militare israeliana contro la Striscia di Gaza palestinese andata avanti per oltre due anni dopo il sanguinoso attacco del 7 ottobre: giustificandola come un atto di "guerra" e puntando esplicitamente il dito contro chi - dal movimento pro-pal, a diversi accademici, a organizzazioni internazionali e a ong come Amnesty International - la considera invece "un genocidio". (ANSA).

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