Arrestato referente di Messina Denaro nell'Agrigentino

Sul terreno di Pietro Campo ripresa nel 2009 la jeep con il boss
A handout mugshot made available by Italy's Carabinieri shows Mafia boss Matteo Messina Denaro, Italy's most wanted man, following his arrest in Palermo, Sicily, by the Carabinieri police's ROS unit after 30 years on the run, 16 January 2023. ANSA /CARABINIERI HANDOUT BEST QUALITY AVAILABLE HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES NPK
A handout mugshot made available by Italy's Carabinieri shows Mafia boss Matteo Messina Denaro, Italy's most wanted man, following his arrest in Palermo, Sicily, by the Carabinieri police's ROS unit after 30 years on the run, 16 January 2023. ANSA /CARABINIERI HANDOUT BEST QUALITY AVAILABLE HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES NPK

ROMA, 04 GIU - C'è anche il referente di Matteo Messina Denaro nella provincia di Agrigento tra gli arrestati nell'operazione di Polizia e Guardia di Finanza contro la mafia dei pascoli: si tratta di Pietro Campo, boss della famiglia di Santa Margherita di Belice, già in carcere con una condanna definitiva a 14 anni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dello Sco e dello Scico, Campo era uno dei pochissimi nella provincia di Agrigento ad avere il compito di interpretare i pizzini di Messin Denaro Inoltre, a confermare il forte legame tra il numero uno di Cosa Nostra e Campo, ci sarebbe anche un video: è quello registrato dalle telecamere nascoste il 7 dicembre del 2009 in cui si vede un fuoristrada con a bordo due persone - una delle quali secondo gli investigatori è proprio Messina Denaro - transitare in una zona di campagna. Quel terreno fa parte dell'azienda agricola di Pietro Campo in contrada Gulfa, tra Santa Margherita di Belice e Torre Pandolfina. A indicare Campo come referente di Messina Denaro, oltre agli elementi acquisiti con le indagini, sono anche due pentiti, Antonino Giuffré e Maurizio Di Gati, con quest'ultimo che ha riferito del ruolo di Campo come interprete dei pizzini del boss di Castelvetrano. A tenere i contatti con la mafia agrigentina, scoprirono gli investigatori grazie ai pizzini trovati nel covo di Bernardo Provenzano, tra il 2005 e il 2006 furono Filippo Guttaduro e Leo Sutera, indicati rispettivamente nei pizzini con '121' e 'il prof'. (ANSA).

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