Arrestato cittadino azero in Italia, sarebbe stato ai vertici dell'intelligence

Su mandato del suo Paese, dove potrebbe essere estradato

(ANSA) - TRIESTE, 13 AGO - Un cittadino azero, Tural Mammadov, di 46 anni, residente in Germania dopo aver lasciato il suo Paese dove sarebbe stato ai vertici degli apparati di sicurezza, è stato arrestato dalla polizia a Roma in esecuzione di un mandato di arresto internazionale emesso nel settembre 2025 dal Tribunale di Marinov (Baku, Azerbaijan) dopo un primo provvedimento interno del novembre 2018 per truffa commessa in Azerbaijan, punibile fino a 5 anni di carcere. La IV Sezione penale della Corte di Appello di Roma ha convalidato l'arresto e ora il magistrato titolare attende il carteggio dall'Azerbaijan. Sarà poi il ministro della Giustizia a valutare l'estradizione. Mammadov, che era in vacanza in Italia con la famiglia, è chiuso dal suo arresto - il 4 agosto - a Regina Coeli. I reati di cui è accusato si riferiscono a non ingenti somme di danaro ottenute da privati in cambio di promesse di posti di lavoro e altro. Mammadov ha un regolare permesso di soggiorno rilasciato dalle autorità tedesche il 4 novembre 2025; ha riferito di essere dipendente di un'azienda di olio in Germania e che in Azerbaijan era "il comandante delle forze speciali di Polizia". Si sarebbe trasferito per evitare collusioni con sistemi di corruzione e "vivere una vita più tranquilla in Europa". Negando le accuse, ha espresso la volontà di non tornare nel suo Paese e si è opposto all'estradizione. Per il legale che lo assiste, Alexandro Maria Tirelli, "una Red Notice Interpol non può trasformarsi, quasi sorta di obbligo morale, nella necessità del carcere. E non può essere ignorata la particolare storia personale di Mammadov e il ruolo che avrebbe ricoperto ai vertici degli apparati di sicurezza e d'intelligence". Circostanza che, se "sarà documentalmente confermata, impone di interrogarsi sulla possibile esistenza di conflitti interni e lotte di potere non visibili". Tirelli ha sottolineato le "note questioni sulla qualità delle garanzie democratiche" in Azerbaijan ricordando che "i fatti contestati risalgono al 2018". (ANSA).

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