Arisa ha dato il via al tour di 'Foto Mosse' con un doppio sold out

(ANSA) - MILANO, 30 MAG - Buona la prima, e anche la seconda, per Arisa, che ha dato il via al tour di 'Foto Mosse' con un doppio sold out, prima al Brancaccio di Roma e ieri sera al Lirico a Milano, con uno show che non è solo uno spettacolo musicale ma, come spiega lei stessa, un viaggio teatrale e autobiografico in 4 atti sull'identità femminile, sul dolore e sulla ricerca di sé. In questo "viaggio che passa da tutte le me che sono stata, che sono diventata, che forse sto ancora cercando di capire, c'è la ragazza degli inizi, quella delle radici, dell'immagine buffa, tenera, un po' clown" racconta Arisa, che sul palco si presenta sia con l'indimenticabile caschetto degli esordi con 'Sincerità' sia in versione clown. E poi "C'è la donna di Foto Mosse, cresciuta, cambiata, piena di amore, famiglia, memoria, ferite e fotografie venute male solo perché troppo vive". Nel terzo atto arriva Medea: "la parte più passionale, più rabbiosa, più carnale. Quella che non chiede permesso, che brucia, che ama, che si espone". In mezzo c'è di tutto: un gonfiabile, delle giarrettiere, una bandiera sventolata con orgoglio con la scritta 'Fedele a te stessa' e "molte canzoni, molte versioni di me". Infine, il quarto atto, 'A te meraviglioso amore mio', porta a una dimensione pacificata, in cui dalla sofferenza emerge un amore più maturo verso sé stessi, gli altri, la vita e le proprie fragilità. Sul palco, insieme ad Arisa, una formazione composta da Martina Zaghi (cori e chitarra acustica), Pasquale Auricchio (cori), Fabio Dalè (basso e direzione musicale), Carlo Frigerio (tastiere e direzione musicale), Donato Emma (batteria), Christian Lavoro (chitarra), Giuseppe Barbera (pianoforte), insieme alla sezione d'archi composta da Tommaso Losito (violoncello), Alessia Giuliani (viola) e Ribecca Crosetti (violino). Dopo l'estate, il percorso live di Arisa continuerà nei teatri di tutta Italia con una nuova serie di appuntamenti in programma il prossimo autunno. (ANSA).
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








