A Bologna un'opera 'diffusa' per ricordare le vittime del Covid

(ANSA) - BOLOGNA, 18 MAR - "La memoria è il pilastro su cui si regge il Palazzo comunale: da oggi, qui non ci sarà solo la targa per le vittime dei femminicidi, o il ricordo dedicato alla Resistenza. Ma anche la memoria di quel che è accaduto durante la pandemia, con i nomi delle vittime". Così il sindaco di Bologna Matteo Lepore, all'inaugurazione dell'installazione dal titolo 'L'umanità', firmata dall'artista Tarp, Alberto Pratelli, e dall'Atelier del Fienile, dedicata alle oltre 4mila vittime del Covid solo nella Città metropolitana bolognese. La celebrazione, svoltasi stamattina nel cortile di Palazzo d'Accursio, sede del Comune, alla presenza di Anna Maria Petrini, direttrice generale dell'Azienda Usl, e di Chiara Gibertoni, direttrice generale dell'Irccs Policlinico di Sant'Orsola, è avvenuta in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid. L'opera, ha ricordato Marco Gamberini, presidente Comitato di Bologna Croce Rossa italiana, "nasce come installazione diffusa, a partire dallo striscione di 120 metri, composto da lenzuoli ospedalieri cuciti insieme, e realizzato dai bolognesi e operatori sanitari in Piazza Maggiore a marzo 2025". Nei mesi successivi, aggiunge, "quel lenzuolo è stato sezionato e distribuito nelle strutture sanitarie della provincia, poi arricchito dai nomi delle vittime, e dalle date di nascita". Gli artisti si sono dedicati all'intelaiatura delle singole opere, disegnando sullo sfondo dei volti, per ricordare ogni persona scomparsa. "Dopo il Covid ci aspettavamo un adeguato sostegno alla sanità pubblica, che invece è rimasto carente" ha denunciato Petrini, sottolineando che, "dopo una fase così critica, le aspettative di finanziamento erano diverse". L'opera, conclude Gibertoni, "presente anche al Sant'Orsola, dà dignità alle vittime ridando un nome e un cognome: oggi, davanti a ognuna di quelle diffuse sul territorio, sono stati messi dei fiori per ricordarle" su iniziativa dell'Ausl. La speranza, dice Gibertoni, è che non si cada "nell'amnesia collettiva di quanto accaduto. Perché il Covid ha fatto esplodere delle fragilità che dobbiamo affrontare anche oggi". (ANSA).
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto







