Quattro giorni di vicino/lontano: un profondo respiro collettivo

Migliaia di persone agli eventi: «Una grande vicinanza». Il10 giugno un appuntamento in ricordo di Aldo Colonnello

Fabiana Dallavalle

 

Un profondo respiro collettivo con due immagini iconiche che resteranno a lungo nella memoria di vicino/lontano appena concluso.

La prima, nella serata di anteprima del festival di Udine è l’enorme telo bianco, unico, lungo 25 metri e largo 7 dispiegato nella Chiesa di san Francesco al termine di Specchi. Gaza e noi, il dialogo teatrale interpretato dalla saggista e giornalista Paola Caridi con lo storico dell’arte Tomaso Montanari, e la partecipazione dell’artista e scrittore Nabil Bey Salameh.

L’immenso sudario, preparato dall’Associazione Carnia per la pace, sorretto a braccia dal pubblico, con impressi a mano, i nomi di 18. 457 bambine e bambini uccisi a Gaza dai bombardamenti e dai droni israeliani ha assunto il significato di essere un memoriale itinerante, per non dimenticare che dietro ciascuno dei numeri delle vittime del genocidio di Gaza c’è un nome da ricordare, una storia interrotta, una vita cancellata.

La seconda, è l’abbraccio commosso e protettivo tra Alaa Faraj e Angela Terzani Staude, al termine della cerimonia di consegna del premio Internazionale Terzani, sabato sera, all’autore del libro “Perché ero ragazzo” (Sellerio). Faraj attualmente detenuto nel carcere di Palermo, beneficiario di un provvedimento di Grazia parziale concesso dal presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, è intervenuto con l’autorizzazione del Tribunale di Sorveglianza di Palermo, e ha pronunciato parole che hanno commosso il teatro Nuovo Giovanni da Udine: «Sono grato al Premio Terzani e ad Angela Terzani: questa è l’Italia che mi ha accolto, l’Italia che mi ha insegnato – ha dichiarato sul palcoscenico. Il vostro Paese ha uno strumento straordinario che si chiama cultura, per il quale vi ringrazio e il mio pensiero va adesso a Tiziano Terzani per il suo insegnamento».

A conclusione della XXII edizione, con lo spettacolo teatrale “Crescere la guerra” spettacolo sold out di e con Francesca Mannocchi e Rodrigo D’Erasmo, i primi commenti degli organizzatori. «Sono state quattro giornate che ci hanno permesso di “respirare” insieme, per leggere il nostro tempo e provare insieme a capire, in un momento che tutti avvertiamo di drammatica importanza per il mondo, e le nostre vite – la riflessione della presidente dell’Associazione vicino/lontano di Udine Paola Colombo. – Il festival ha dimostrato coraggio in questa e in altre scelte: e questa visione è stata premiata dal pubblico».

Ogni giorno lunghe file hanno caratterizzato gli eventi di vicino/lontano. «Un’edizione – ha commentato il presidente del Comitato Scientifico Nicola Gasbarro, che ci ha fatto registrare la solidarietà di Udine, una vicinanza “rinvigorente”, perché il respiro sociale è di conforto a quello individuale. Abbiamo cercato di affrontare i temi forti del nostro tempo, talvolta anche di provocare. Certamente questa edizione ha rinnovato il forte senso di appartenenza del pubblico e centrato i suoi obiettivi anche dal punto di vista scientifico e culturale, con l’alto livello dei relatori, a loro volta colpiti dal clima del festival e desiderosi di tornare e ritrovarsi con noi, a Udine, le prossime edizioni».

«Abbiamo puntato sul rapporto fra la testimonianza dei nostri ospiti e la riflessione, ha aggiunto la co-curatrice Franca Rigoni, per sostenere la possibilità di ogni cittadino di costruire un proprio giudizio autonomo».

«Certamente – ha sottolineato il co-curatore Álen Loreti – abbiamo apprezzato anche la qualità del contributo offerto dal pubblico nel corso degli eventi, con interventi mirati e di qualità, che evidenziano il senso del nostro lavoro: il programma del festival punta infatti a offrire una “cassetta degli attrezzi” utile ad affrontare la complessità del nostro tempo».

Vicino/lontano festival torna nel 2027, dal 6 al 9 maggio. È prevista una nuova edizione di vicino/lontano mont ed è già attesissimo l’evento che accoglierà il pubblico mercoledì 10 giugno, per ricordare insieme Aldo Colonnello, instancabile seminatore di cultura. Sarà a Udine per ricordarlo, lo storico Carlo Ginzburg, insieme al fotografo Danilo De Marco e all’antropologo Gian Paolo Gri: alle 18, a Udine, nel Salone del Popolo.

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