Ritratto di un genio tranquillo che risolveva i problemi

UDINE. Raccontare la vita di un uomo pubblico totalmente privo di vita pubblica è come scalare una parete ripidissima senza avere appigli, senza uno spuntone di roccia al quale aggrapparsi per procedere in qualche modo. Arturo Malignani era cosí.
Niente di scritto, nessuna lettera, nessuno sfogo, nessuna autobiografia narrata da parenti o vicini, solamente il suo nome e cognome in qualche atto notarile. E ancora: nessun pettegolezzo, nessun gossip, a parte la curiosità dei bimbi che andavano a sbirciare mentre in giardino lavorava tra i fiori.
L’unico vezzo poteva sembrare la paglietta che portava in ogni stagione, indossandola come una sorta di simpatico Maurice Chevalier. Con quel copricapo acquisiva un tocco di originalità che si addiceva a un inventore inesauribile, continuamente preso dalla voglia di risolvere piccoli e grandi problemi.
Con questa vita, lontana da chiaroscuri ed eventi degni di curiosità mondana, custodita come fa un autentico re della riservatezza, si è cimentata la scrittrice Elena Commessatti, reduce da un tour de force totalmente immerso nella udinesità di cui ha fatto emergere storie e personaggi come da tempo non accadeva.
Nel giro di un paio d’anni, a partire dall’autunno del 2013, ha pubblicato infatti i libri “Udine - Genius loci” (Forum editrice), “Femmine un giorno” (Bébert) e “Udine una guida” (Odòs), momenti di un articolato progetto di attenzione e affetto verso una città letta finalmente attraverso gli occhi della sensibilità femminile.
E adesso approda al quarto traguardo del suo impegno dove le vicende si abbinano a una scrittura originale, delineando cosí in modo insolito le atmosfere e l’anima d’un nido fatto di volti, intrecci, consuetudini particolari.
Pubblicando “Arturo Malignani. Con il futuro negli occhi (ritratto privato)”, edito dalla Forum, Elena Commessatti completa e chiude il cerchio con l’impresa probabilmente piú complessa, dedicata all’udinese che vendette a Edison nel 1895 il metodo «per la produzione del vuoto chimico industriale della lampada a incandescenza».
Attraverso la ricerca svolta negli archivi e la documentazione rintracciata nelle carte di famiglia, emergono dettagli nuovi, inediti, descritti nel volume che esce in occasione della omonima mostra a palazzo Morpurgo, curata da Commessatti e Federico Malignani.
Ma non ne è un catalogo, pur riportandone alcune delle immagini in quanto rappresenta invece un’opera a sé, una sorta di romanzo sulla vita dell’inventore friulano come finora mai era stato fatto.
Nel suo percorso l’autrice ha dialogato con lo stesso Federico Malignani e poi Giuseppe Bergamini, Luca Maria Francesco Fabris, Stefano Righi, Fiorenzo Galli, Liliana Cargnelutti, Lucia Stefanelli, Margherita Martelli, Gilberto Petraz, Laura Cerno, Massimo Canali, Alex Cittadella, Romano Vecchiet e Giovanni Fiorentino.
Il volume, in italiano e inglese, ha come main sponsor la Glp – Intellectual property office, leader internazionale nella tutela della proprietà intellettuale, ed è stato realizzato anche grazie al contributo di Federico Malignani e la collaborazione del Comune di Udine e della Fondazione Crup.
Nelle sue pagine emerge quasi un reportage sentimentale all’interno di una famiglia borghese, riservata e silenziosa, la corte necessaria a un bonario re, che era anche un genio. (p.m.)
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