Pordenonelegge apre al mondo: nel giorno del debutto spazio a operai Electrolux e rifugiati

Tutto pronto per l’edizione 2026 del festival che colorerà di giallo la città della Destra Tagliamento. Quasi 450 eventi con 700 ospiti accolti in 52 sedi diverse nel segno dell’ascolto e del confronto. Rushdie, Houellebecq, Greer tra i big. «Ma invitiamo a farsi trasportare dagli incontri meno evidenti»

Gian Paolo Polesini
Alberto Garlini, Valentina Gasparet, Alessandro Basso, Michelangelo Agrusti, Gian Mario Villalta e Michela Zin con la nuova bandiera
Alberto Garlini, Valentina Gasparet, Alessandro Basso, Michelangelo Agrusti, Gian Mario Villalta e Michela Zin con la nuova bandiera

Arriverà il tempo dell’ascolto e del confronto, anche con opinioni dissonanti, guai sennò. Non manca poi molto a pordenonelegge numero ventisette - da mercoledì 16 a domenica 20 settembre -, un festival imponente, va detto, con un tema in attraversamento, come ha evidenziato il presidente della Fondazione Michelangelo Agrusti: «Ed è la condivisione in una città che rivendica un rapporto particolarmente affettuoso con i libri e con le librerie», precisa. «Qui da noi aprono e non chiudono. Pensate che nel 2025, in cinque giorni, sono state vendute ventisettemila opere. Il bottino di un anno».

Della caratura di quest’onda gialla travolgente abbiamo già scritto più volte, ma un ripasso veloce è doveroso. Dice il direttore artistico Gian Mario Villalta: «Il programma, costruito assieme ad Alberto Garlini e a Valentina Gasparet, propone studiosi, scrittori e poeti che segnano un ulteriore innalzamento del festival. Se posso darvi un consiglio, lasciatevi trasportare dagli incontri meno evidenti».

Apertura decisa con Salman Rushdie, l’autore dei “Versi satanici”, cui seguiranno 445 incontri in 52 sedi, con 694 ospiti e 60 anteprime editoriali nazionali e mondiali: gli Angeli saranno 263, i partner e supporter 103. Chiusura, domenica 20, in tricolore, con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Trio Il Volo. Ecco, a proposito. Per consentire la partecipazione più ampia possibile, il 15 settembre è previsto un “click day” che renderà disponibile al pubblico una quota di posti al Teatro Verdi, compatibilmente con le indicazioni del Quirinale. Se non ce la farete, no panico: la città diventerà un’arena, con postazioni allestite per seguire l’evento anche all’esterno con migliaia di posti in Piazza Cavour, via Mazzini, Largo San Giorgio e in Piazza della Motta.

Possiamo interpretare questo pnlegge carico di pathos come il preludio al 2027, quando Pordenone diventerà Capitale italiana della Cultura?

La direttrice è la libertà: pluralità di sguardi e di voci, spazio anche a chi è imposto il silenzio. Soprattutto a loro. La “Dissensio Arena” è la novità 2026, pensata proprio per ascoltare un’umanità perseguitata — fra gli altri, Vera Politkovskaja, Kader Abdolah, Leïla Slimani, Assaf Gavron, Nora Bussigny — nonché per captare i malumori di un mondo in ebollizione attraverso i pensieri di intellettuali che spesso dialogano con il futuro. Ricordiamo Michel Houellebecq, Carol Ann Duffy, Andrew Sean Greer, Susan Choi, Peter Sloterdijk. L’elenco è infinito, potete immaginare. Sul sito pordenonelegge.itluoghi, presentatori: insomma, tutto.

Proprio per confermare l’indipendenza di un festival pluralista, sul palco delle autorità, durante la cerimonia d’inaugurazione, interverrà un rappresentante delle Rsu Electrolux, scelta esplicitamente connessa alla difficile situazione del mondo industriale e alla volontà di ricordare, anche nei cinque giorni di festa, le questioni aperte del mondo del lavoro. «Pordenone — ha ricordato Agrusti — è stata a lungo identificata come la Manchester d’Italia: cultura e industria non vengono presentate come mondi separati».

C’è dell’altro. Il festival comincerà anche con un gesto simbolico: l’alzabandiera, in piazza XX Settembre, del nuovo vessillo di pordenonelegge, una stella a nove punte - come le lettere di Pordenone - su sfondo giallo. Il compito sarà affidato a due giovani Angeli, un ragazzo e una ragazza, insieme a quattro rifugiati entrati a far parte del gruppo dei volontari. Un modo per tradurre concretamente il principio secondo cui pordenonelegge «è di tutti». La cerimonia sarà accompagnata dalla Fanfara dell’XI Bersaglieri della Brigata Ariete.

Anche la Rai, media partner storico, schiererà una copertura piuttosto ampia: lo ha ricordato il direttore della sede del Fvg Guido Corso. Tornerà “Fahrenheit”, da venerdì a domenica alle 15. Saranno presenti, inoltre, TGR, RaiNews24, Rai Cultura e, ovviamente, Rai Quirinale.

Per il primo cittadino Alessandro Basso è rappresentativa «l’immagine del tarassaco, il fiore emblema di quest’edizione (“Semina chi legge”), il soffione i cui semi vengono trasportati dal vento per raccontare una cultura capace di partire dalla città e disseminarsi nel territorio». Accanto alle infrastrutture materiali, ha concluso Basso, «servono infrastrutture culturali capaci di formare le nuove generazioni».

Agrusti, infine, tranquillizza su eventuali colpi di coda celesti, svelando per i cinque giorni di resistenza letteraria pordenonese un meteo assolutamente amico: temperature che oscilleranno fra i 16 e i 26 gradi. Già lo scorso anno il numero uno annunciò un cielo benevolo, e ci prese.

Si fa largo l’ipotesi di conoscenze altissime.

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