Pordenone, gran finale per le Giornate del Cinema Muto: al Teatro Verdi proiettato “The Iron Horse” di John Ford
L’epopea della ferrovia transcontinentale accompagnata dall’Orchestra da Camera di Pordenone diretta dal Maestro Ben Palmer per la serata conclusiva

Come in precedenti edizioni delle Giornate del Cinema muto, anche quest’anno viene reso omaggio al grande regista John Ford con la proiezione nella serata di chiusura – stasera alle 21 al Teatro Verdi di Pordenone – e in replica domenica alle 16.30, del primo grande successo della sua carriera, “The Iron Horse” (“Il cavallo d'acciaio”), del 1924, un film epico della Fox sulla costruzione della ferrovia transcontinentale americana. Presentato nella copia 35mm della londinese Photoplay, “The Iron Horse” sarà accompagnato con la partitura di John Lanchbery eseguita dall’Orchestra da Camera di Pordenone diretta dal Maestro Ben Palmer.
Nel 1862 il Congresso degli Stati Uniti aveva autorizzato la realizzazione di due ferrovie, la cui costruzione fu affidata a due società private: la Central Pacific e la Union Pacific. La prima, partendo da Sacramento (California), utilizzando soprattutto manovalanza a basso costo fatta giungere appositamente dalla Cina, deve affrontare le difficoltà della Sierra Nevada, la costruzione di molte gallerie e viadotti tra le montagne, con il costante pericolo di valanghe e tempeste di neve. La Union Pacific, iniziando la sua impresa da Omaha (Nebraska) con manodopera costituita principalmente da immigrati irlandesi, ma anche di altri paesi europei (italiani, tedeschi e polacchi), deve coprire un lungo percorso tra le pianure in direzione ovest con la minaccia di attacchi da parte di tribù indiane, tra cui i Cheyenne, ma contando anche sulla collaborazione di altre, come i Pawnee. In questo quadro storico si svolge la contrastata storia d’amore di due giovani, Dave Brandon (George O’Brien) e Miriam Marsh (Madge Bellamy), che erano stati amici d’infanzia a Springfield (Illinois), dove avevano conosciuto anche un loro concittadino, l’avvocato Abramo Lincoln (Charles Edward Bull), il futuro presidente degli Stati Uniti che sarebbe stato uno dei promotori della nuova ferrovia transcontinentale. Quando le due ferrovie si congiungono a Promontory Point, nel territorio dello Utah nel pomeriggio del 10 maggio 1869 (con sette anni di anticipo sul progetto iniziale) anche la coppia dei protagonisti può finalmente coronare il suo sogno d’amore. Nella parte finale di “Il cavallo d’acciaio” viene fedelmente ricostruita la cerimonia del “Golden Spike”, cioé l’ultimo chiodo (d’oro, per la solenne occasione) piantato per congiungere i binari che provengono dalle due parti opposte del paese, simbolo della ritrovata unione degli Stati Uniti dopo la tragica guerra civile (1861-1865).
Ai lavori delle due ferrovie parteciparono infatti anche molti reduci nordisti e sudisti. Gli esterni di “Il cavallo d’acciaio” furono girati nel Nevada nord-occidentale nei mesi di gennaio e febbraio, con temperature molto rigide. Il cast, che comprendeva circa trecento persone, fu alloggiato in venti vagoni ferroviari appositamente affittati da un circo. Furono ingaggiati come comparse anche alcune centinaia di nativi americani della locale riserva. Il film di John Ford è anche la somma di tipiche situazioni che si rivedranno in altri western “ferroviari” degli anni successivi, come l'assalto al convoglio ferroviario (chiamato dagli indiani “il cavallo d'acciaio”); i villaggi di baracche di legno e tende costruiti in brevissimo tempo per ospitare la quantità di gente che si era aggregata alla gigantesca impresa (commercianti, avventurieri, ragazze da saloon, giocatori d'azzardo e soldati per la difesa contro attacchi indiani) e altrettanto rapidamente smontati per essere ricostruiti alla tappa successiva; i velocissimi inseguimenti a cavallo; il trasferimento di grandi mandrie di bestiame dal Texas per il rifornimento di carne per quel grande numero di persone. Nel film, oltre ai personaggi di fantasia, vengono inserite anche figure storiche, come Abramo Lincoln, il presidente che, pur nel mezzo della guerra civile, con lungimiranza aveva promosso quella grande impresa pensando al futuro della nazione; Buffalo Bill, cacciatore di bufali per rifornire di carne gli operai della ferrovia; Wild Bill Hickok e il generale G. M. Dodge, capo ingegnere della Union Pacific. Il film è essenzialmente epico, ma pure, secondo il tipico stile di John Ford, ricco di momenti comici e melodrammatici, armonicamente amalgamati grazie anche a un montaggio rapido e dinamico.
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