Pordenone, al via il Festival di musica sacra: 35ª edizione dedicata a Fede ed Eresia
Dal Requiem di Perosi nel duomo di San Marco alle nuove opere di Miani: nove appuntamenti tra concerti, mostre e lezioni fino al 15 novembre

È un invito a fermarsi, ascoltare e interrogarsi, riflettendo su fede ed eresia, attraverso nove concerti, lezioni, incontri e mostre, dall’11 ottobre al 15 novembre, la 35ª edizione del Festival internazionale di musica sacra di Pordenone, affidato ai curatori storici Franco Calabretto ed Eddi De Nadati.
«Fede ed eresia evocano due grandi temi: il dissenso e il valore della coscienza» osserva don Orioldo Marson, presidente di Presenza e cultura che organizza la rassegna. «Nel contesto della cristianità ci sono state difficoltà ad accogliere il dissenso. Noi cerchiamo di raccogliere alcune voci e il valore della coscienza, ieri come oggi».
L’apertura è attesa domenica alle 15.30 nel duomo di San Marco, con l’omaggio a Papa Leone: il Guillou Consort diretto da Matteo Cesarotto eseguirà la “Messa da Requiem” di Lorenzo Perosi, nel 70° anniversario della morte, accanto ai Mottetti di monsignor Valentino Miserachs-Grau. Venerdì alle 15.30, a Casa Zanussi, sarà preceduto dalla lezione “Da Leone a Leone, attraverso Francesco”, del teologo Roberto Tondato.
Il 17 ottobre, a Palazzo Mantica, Luca Scarlini ed Enerbia Ensemble affronteranno il volto più esplicitamente eretico della rassegna con “Un altro cielo. Le signore del gioco: eretiche e streghe tra musica e storia”.
Il 18 ottobre, ancora nel duomo di San Marco, sarà la volta di “Genesi”, nuova opera di Renato Miani su testo di Angelo Floramo, con Aida Talliente, Elsa Martin e il Coro polifonico di Ruda. Tre città Unesco – Aquileia, Cividale e Palmanova – e tre figure femminili, fra memoria, sacrificio e identità.
Il festival insiste inoltre sulla formazione e sulle nuove generazioni: lezioni introduttive, lezioni-concerto e commissioni affidate a giovani autori come Giacomo Susani e Lorenzo Subrizi. «Ogni anno facciamo nascere nuove composizioni» spiega Calabretto, «agganciandoci a quel grande movimento dell’arte che continua a rigenerarsi anche nella musica sacra e spirituale».
Il percorso proseguirà con Händel, Debussy, Respighi, Pärt e numerosi altri autori, fino alla conclusione del 15 novembre con “The Building of Grace” di Carlo Galante, affidata anche alle voci bianche del coro Keplerspatzen Graz, omaggio nel 150° anniversario della nascita del cardinale di Zoppola Celso Costantini.
Due le trasferte a Udine, tre mostre a San Vito al Tagliamento, Valvasone e Sesto al Reghena completano il progetto: il pubblico della musica sacra cresce. «C’è sete di bellezza, riflessione e silenzio, insieme con un forte desiderio di spiritualità» ha spiegato don Marson.
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