L’Urss di Stalin: Cadioli vince il Premio Friuli Storia

Al docente di Padova la XIII edizione del concorso. Nel saggio tratteggia la figura di Nikolaj Voznesenskij economista e collaboratore del politico sovietico

Oscar D’agostino
Giovanni Cadioli
Giovanni Cadioli

 

È Giovanni Cadioli con il saggio Il pianificatore. Economia, politica e potere in Urss (il Mulino) il vincitore della tredicesima edizione del Premio Friuli Storia, il riconoscimento nazionale creato dal Circolo della Storia e dedicato ai migliori libri di storia contemporanea pubblicati in Italia. Il suo saggio è stato scelto dalla giuria dei lettori, composta quest’anno da 350 appassionati di storia di tutta Italia. Lo storico sarà premiato il 17 ottobre a Udine.

Cadioli ha prevalso con il 42% dei voti sugli altri due finalisti selezionati dalla giuria scientifica del Premio: lo storico britannico Richard Overy, arrivato secondo con il 33% dei voti con “Pioggia di distruzione. Tokyo, Hiroshima e la bomba” (Einaudi, 2025), e Giovanni Coco, terzo classificato con “Un mosaico di silenzi. Pio XII e la questione ebraica” (Mondadori, 2025), che ha ricevuto il 25% dei voti.

Il libro di Cadioli ha convinto dunque la giuria, raccontando una figura poco conosciuta della storia sovietica. Al centro del saggio c’è infatti Nikolaj Voznesenskij, economista e dirigente che fu tra i principali artefici della pianificazione dell’Urss e collaborò direttamente con Stalin.

L’economista è considerato uno degli strateghi della mobilitazione economica sovietica durante la Seconda guerra mondiale. Fu presidente della Commissione per la pianificazione di Leningrado e vicepresidente del Soviet della città (1935-37); direttore del Gosplan dal dicembre del 1937 all’inizio del 1949, durante la guerra fu anche membro del Comitato per la difesa dello stato.

Voznesenskij raggiunse i vertici del potere prima di essere travolto da una nuova stagione di repressioni; assolto e rilasciato in un primo tempo, finì fucilato a distanza di pochi mesi nel 1950.

Così gli organizzatori del premio spiegano la scelta del libro: «Attraverso la sua vicenda, Cadioli ricostruisce però una storia più ampia: quella del funzionamento dell’economia sovietica e dei rapporti tra economia, ideologia e potere politico nell’Urss staliniana. La biografia del pianificatore diventa così una chiave per osservare dall’interno le trasformazioni e le contraddizioni del sistema sovietico, seguendone anche gli sviluppi successivi».

Giovanni Cadioli è ricercatore al Dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali dell’Università di Padova, dove si occupa principalmente di storia politica ed economica dell’Unione Sovietica. Si è formato tra Bologna, Budapest e Oxford e ha insegnato anche a Sciences Po. Nel 2022 ha pubblicato “Il monolite e il mutamento. Continuità e trasformazioni nella politica ed economia dell’Unione Sovietica, 1917-1953” (Mimesis).

Nato nel 2014, il Premio Friuli Storia è oggi una delle principali attività del Circolo della Storia, la comunità dedicata agli appassionati di storia che affianca all’attività del Premio contenuti editoriali, newsletter, approfondimenti ed eventi. Alla base rimane la stessa idea: “avvicinare un pubblico ampio alla ricerca storica di qualità, riducendo la distanza tra chi la storia la studia per professione e chi desidera leggerla e comprenderla”.

Il Premio si distingue per la formula: affida infatti ai lettori l’ultima parola. La giuria scientifica seleziona ogni anno tre finalisti tra i libri pubblicati nell’anno precedente. Sono poi centinaia di lettori a leggere integralmente i tre volumi e a scegliere il vincitore. Alla tredicesima edizione erano candidate complessivamente 77 opere.

La giuria scientifica di quest’anno è presieduta dallo storico dell’Università di Udine Tommaso Piffer ed è composta da Roberto Chiarini, Ernesto Galli della Loggia, Maria Teresa Giusti, Paolo Macry, Paolo Pezzino, Antonella Salomoni e Andrea Zannini.

Il premio Friuli Storia è stato vinto l’anno scorso da Irina Scherbakova, storica russa e fondatrice di Memorial, realtà con la quale ha ricevuto il premio Nobel per la pace nel 2022.

Tra i vincitori delle edizioni precedenti vi sono Sergio Luzzatto, Istvan Deák, Raoul Pupo, Marco Mondini e Maria Teresa Giusti.

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