Lignano festeggia i suoi 120 anni: i primi bagnanti il 15 aprile 1903
Eventi per celebrare la nascita del turismo: mostre, incontri e una sezione al Premio Hemingway

Un compleanno importante per Lignano Sabbiadoro dove il 15 aprile del 1903 arrivarono i primi bagnanti fissando la nascita del turismo.
Si festeggerà, dal 7 maggio, con “120 anni verso il futuro”, una serie di eventi, a cominciare dal premio Hemingway che quest’anno avrà una sezione dedicata. E poi mostre, che racconteranno il ventesimo anno di una centenaria che ha ancora tutto il suo fascino.

Si parte con “Lignano 120 anni”, una mostra open air, realizzata in collaborazione con il Fotocineclub Lignano, allestita al Parco Heminway in concomitanza con la manifestazione Lignano in Fiore e successivamente, al Centro Civico, aprirà “Fra l’azzurro del cielo e del mare: ecco Lignano” una mostra che esporrà una selezione di cartoline illustrate dalla collezione della Biblioteca Comunale.
Grande fermento e trepidazione, nella località balneare, per questo anniversario, proprio come è accaduto 120 anni fa. I promotori e gli invitati si erano dati appuntamento a Marano per salpare alla volta di Lignano.

Qualcuno in bicicletta, altri in carrozza, avevano raggiunto il luogo di partenza, pronti per partecipare a una cerimonia storica. «Si doveva fondare un impianto balneare, che nell’immaginario del tempo sarebbe dovuto diventare come quello veneziano del Lido” spiega Enrico Leoncini autore del libro “Lignano-Grandi eventi della piccola storia”.
Eppure quel giorno il vaporetto in arrivo da Venezia era in ritardo, perché una burrasca lo aveva costretto a riparare a Caorle la notte precedente.
Non solo, a complicare tutto c’era un ulteriore imprevisto: un delfino di 3 quintali che era finito in laguna e che, disorientato, venne pescato dai maranesi. Di fronte alle avversità la delegazione scelse di non pregiudicare il programma e partì lo stesso, alle 11 di mattina, con sei vaporini, uno dei quali trasportava la banda di Marano, chiamata a rallegrare la comitiva.
A metà del tragitto incrociarono il vaporetto, che caricò tutti gli invitati ad eccezione della Banda e fecero rotta verso Porto Lignano dove c’era una delegazione da Venezia e da Latisana ad attenderli. Chissà se quell’aprile fosse rigido come quello attuale o se ci fossero delle temperature miti, se ci fosse un po’ di brezza a spettinare le signore, una volta sbarcate: le cronache del tempo non lo riportano, ma segnalano che sulla spiaggia venne allestita una colazione succulenta.
«Quello che accadde quel giorno- prosegue Leoncini - fu il primo passo di un procedimento che ci avrebbe messo qualche anno a giungere a compimento. Sono state operazioni complesse che hanno avuto un decollo faticoso.
La zona era colpita dalla malaria, i primi anni hanno presentato difficoltà continue. I materiali arrivavano da Marano perché non esistevano strade che collegassero Latisana, e quindi era più pratico farli arrivare da lì. A un certo punto venne allestita anche una ferrovia leggera per portare i materiali nelle aree in cui si stavano costruendo le prime strutture. Tutto è partito da Porto Lignano, non a caso i primi hotel come il Marin o l’Italia sono molto vicini tra loro ma anche nella stessa area. Lignano allora iniziava a svilupparsi da dove oggi pensiamo che finisca”.
Leoncini, ricorda anche «il momento in cui venne segnato il punto in cui sarebbe sorto il primo stabilimento balneare dalle signore presenti che piantarono tre rami di ginepro colti sulle dune. A questa immagine poetica si aggiunge quella che vede l’arrivo di due tronchi di quercia, scaricati da una barca, uno dei quali infisso nella spiaggia tra le note della marcia reale eseguita dalla Banda».
E la solennità, a Lignano, piace ancora oggi, 120 anni dopo. Quella di Lignano è una storia che parla di amore, di speranza, di sacrificio. Una storia proiettata sempre verso il futuro», commenta Laura Giorgi sindaco di Lignano Sabbiadoro.
«L’ambiente naturale dentro al quale Lignano è nata e si è sviluppata è qualcosa che la caratterizza e credo che quanti vi trascorrono un periodo di relax riescono a ritrovare quell’equilibrio e quei ritmi più a misura d’uomo che nella quotidianità spesso si perdono».
E lei ha «imparato la storia di Lignano alle elementari, con la mastra Pancani. Il resto l’ho vissuto. Appartengo a quella generazione nata nel boom economico di questa località e i miei ricordi dell’infanzia sono legati a ciò che di anno in anno si sviluppava.
Per esempio ho visto crescere le scuole elementari e medie e sono tra quei lignanesi che per primi hanno frequentato quelle aule» prosegue il sindaco.
«La Lignano del futuro la immagino come una città che evolve nella sua vocazione turistica, sviluppando al contempo altri settori complementari, come quello sportivo e ambientale, traendo forza ed equilibrio da tutta il contesto naturale che la circonda, da quell’habitat e penso alla laguna, alla pineta, al mare, che deve crescere con la città e deve essere rispettato.
Senza dimenticare che Lignano ha un grande cuore pulsante rappresentato dalla sua comunità, da quanti la vivono dodici mesi all’anno, quel tessuto sociale molto forte che forse dall’esterno non si nota ma c’è e si fa sentire».
«Celebrare i 120 anni da quell’atto fondante – aggiunge Donatella Pasquin consigliera delegata alla cultura – ci offre l’opportunità di parlare della città, ripercorrendo il passato, come stimolo per delle valutazioni sul futuro, prendendo esempio dalla lungimiranza di quelle persone che nel 1903 intuirono le potenzialità turistiche e non solo, di quel lembo di spiaggia che si apriva davanti ai loro occhi».
E in 120 anni ne sono accadute di cose, da quel 15 aprile ormai lontano, ci sono state due guerre mondiali, il boom economico e poi la nascita del Comune di Lignano Sabbiadoro, in città sono passati artisti, attori, cantanti e tanti, tantissimi turisti, che allora come oggi, se ne innamorano.
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