La Setemane furlane celebra Feo di Bean custode dell’identità

Feo di Bean. Un nome, Feo, e una piccola comunità, Beano, a ridosso di Codroipo. Ma quel Feo di Bean è stato un marchio, un sigillo, una griffe, un’impronta. Dentro quel nome la cultura friulana,...

Feo di Bean. Un nome, Feo, e una piccola comunità, Beano, a ridosso di Codroipo. Ma quel Feo di Bean è stato un marchio, un sigillo, una griffe, un’impronta. Dentro quel nome la cultura friulana, espressione della civiltà contadina, si rispecchia, si confronta e si propone superando le disattese, le indifferenze di quanti, invece, erano attratti da altri richiami, false promesse e ambiti traguardi. E così Feo di Bean per anni è andato diritto per la sua strada senza tentennamenti, devianze e lontani miraggi.

Un personaggio a tutto tondo, nato a Beano il 20 marzo 1926, da una famiglia di contadini di modeste condizioni economiche. Terzo di sette fratelli dimostrò sin da ragazzo doti per proseguire negli studi. La sorella Lilia, infermiera, ha contribuito all'iscrizione del fratello alla facoltà di economia all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Nel 1945 si iscrive alla Dc dedicando decenni alla politica perché intravedeva in essa la possibilità di agire per un riscatto del Friuli. Ha promosso, come politico, l’istituzione del Centro regionale per la catalogazione dei beni ambientali e culturali con sede a villa Manin di Passariano. Ha ricoperto, nel corso della sua intensa attività, vari e importanti incarichi tra i quali presidente della Società Filologica, assessore regionale, componente del Parlamento europeo e protagonista della politica friulana nel secondo Novecento.

Nel 1968 ha ripreso la gloriosa testata “La Panarie”, di cui quest’anno si celebrano i 50 anni, fondata da Chino Ermacora e dentro la quale non faceva mai mancare le “Note semiserie” firmate Feo di Bean. Fra le sue pubblicazioni si possono citare “Lotte contadine in Friuli 1919 – 23”, “I cattolici popolari a Codroipo 1913 – 1987”, “Salvìn i borcs furlans”, “Friulani, veneti e lombardi tra leghe, movimenti e partiti” e, nel 1992, “La Dc e le leghe. Cronaca di un confronto mancato”.

Sono dieci anni che Alfeo Mizzau è mancato. Nel municipio di Codroipo, oggi, nell’ambito della Setemane di culture furlane, si terrà un incontro per una riflessione sulla sua attività e sulla sua eredità morale e culturale. Interverranno Pierino Donada, Maddalena Mizzau, Tarcisio Mizzau e Federico Vicario.

Ancora una volta Alfeo Mizzau al centro di un interessante dibattito. Nell’occasione sarà distribuita una copia della pubblicazione “La mia anima e la mia terra” (La Nuova Base). Mizzau è stato, per il Friuli, un grande personaggio perché ha contribuito al riscatto di questa terra e, soprattutto, convinto che bisognava far capire ai friulani quello che possedevano e le potenzialità non comprese e realizzate.



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