Il Villaggio Giuliano compie 70 anni: fu per 32 famiglie la casa per ripartire
Francesca Artico
Tra ricordi, volti e qualche nostalgia, il Villaggio Giuliano di San Giorgio di Nogaro compie 70 anni. Ormai nell’insediamento abitativo che ospitò 32 famiglie provenienti da Fiume, dall’Istria e dalla Dalmazia, sostanzialmente non intaccato nel suo originale impianto urbanistico, risiedono solo un paio di quelle persone che arrivarono carichi di valigie, esuli, dalla loro Terra. La vita li ha portati lontano o non ci sono più, ma di loro restano le testimonianze e i ricordi.
In occasione della Giornata del Ricordo, l’associazione culturale Ad Undecimum ha ristampato, in collaborazione con il Comune di San Giorgio di Nogaro, il volume di testimonianze: “Il nostro Villaggio Giuliano. Volti, ricordi, esilio e nostalgia”. Il volume verrà donato a tutte le 28 biblioteche del sistema InBiblio coordinato da Lara Ietri della Biblioteca di Villa Dora.
Il quartiere, alla periferia Sud di San Giorgio, si componeva di otto fabbricati con 32 alloggi, attorniati da orti-giardino e recintanti da cancelletti. A metà del quartiere una sorta di piazzetta con al centro una piccola ancona contenente la statua della Madonna, che divenne, negli anni, il punto di ritrovo dei bambini e di riferimento per gli adulti.
Il villaggio venne realizzato nel Cinquanta dall’Unrra (United Natiosn Relief and Rehabilitation Administration)-Casas, organizzazione della Nazioni Unite istituita nel 1943 per assistere economicamente e civilmente i Paesi usciti gravemente danneggiati dalla Seconda guerra mondiale.
L’arrivo a San Giorgio fu per loro emozionante: finalmente avevano una casa, ma anche pieno di incognite su quella che poteva essere l’accoglienza dei locali, ma la gioia sovrastava ogni timore.
Le famiglie arrivate a San Giorgio di Nogaro sono state: Antonio Carlovich (sostituito poi da Viscovich), Giuseppe Benci, Pietro Carbone, Luigi Zanello, Girolamo Cicconi, Giovanni Lokar (poi Cizzit), Virgilio Volpi, Silvio Pontini (poi Spadaro), Giovanni Cettina, Giovanni Bussani (Gruer), Romano Bailo (Vatavuch), Nicolò Barbieri (Mondì), Pietro Cerdonio, famiglia Perrone, Giuseppe Brezar (Colinassi), Ettore Gallo, Angelo Bazzara, Arturo Cimini, Remo Cesaro, Boris Lucchesi (Racaniello), Pietro Grisan, Andrea Lugnani che divenne sindaco di San Giorgio, Pietro Tessaris, Umberto Sambo, Pietro Cucurin, Umberto Peloi, Giovanni Cernaz, Fermo Gallovich, Filippo Palmucci, Innocente Zuliani, Emilio Volghieri, Francesco Biasiol. —
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