Il Tenco scopre Elsa Martin e il progetto friulano che parla di Capo Verde
alberto zeppieri
Il “Premio Tenco” è il più prestigioso e ambito riconoscimento nazionale dedicato alla canzone d’autore. Esiste dal 1974, per iniziativa dei volontari del Club Tenco di Sanremo. Dieci anni dopo sono state istituite anche le “Targhe Tenco”, assegnate annualmente da una folta giuria di giornalisti ed esperti di musica d'autore.
Sono appena stati comunicati i cinque finalisti delle sei categorie (album, interprete, canzone, opera prima, album dialettale e progetto a tema) e tra i dischi più votati troviamo due produzioni “Made in Friûl”. Finora sono pochi gli artisti regionali arrivati in finale o sul podio, tra questi: Piero Sidoti, Luigi Maieron, Loris Vescovo, Paola Rossato e Remo Anzovino.
Il primo è il progetto a tema “Capo Verde, terra d’amore”, con rivisitazioni affidate a grandi interpreti della canzone d’autore, tra cui i recenti apporti di Tosca, Vittorio De Scalzi dei New Trolls e Alberto Fortis. La produzione è dell'etichetta friulana “Numar Un”.
L’altra selezione è per “Sfueâi”, della cantante e compositrice Elsa Martin con Stefano Battaglia (nella foto). Concorre come “miglior album in dialetto”. In entrambi i lavori c’è la sapiente collaborazione di Stefano Amerio dell’Artesuono.
«Sfueâi – racconta Elsa – rimanda direttamente a un’espressione lirica della poetessa friulana Novella Cantarutti, che in questo modo voleva indicare stormi di luci, disseminati da non si sa quale mano nell’oscurità del cielo».
È un album che si presenta come avvincente ricerca e riflessione sulla marilenghe - lingua abituale della Martin (carnica di adozione), ancestrali e vivide risonanze, suggestive proprietà musicali e liriche. «Con il pianista Stefano Battaglia ho messo in musica versi di alcuni dei più importanti poeti e cantori friulani del Novecento: oltre alla Cantarutti troviamo Pier Paolo Pasolini, Amedeo Giacomini, Federico Tavan, Maria di Gleria e Pierluigi Cappello».—
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