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Dichiarazione d’amore assoluta per Fermor, il grande talento narrativo che ci ha dato tanto e regalato nel 2004 sempre per i tipi di Adelphi: “Mani”.

Paddy Fermor che purtroppo è mancato nel 2011, anche se alla veneranda età di 96 anni, è responsabile di aver messo sulle tracce delle bellezze del Mani molti miei amici e tra breve, spero, anche me.

Eccezionale vita la sua; pensate che Bruce Chatwin ha chiesto di essere sepolto davanti alla sua casa nel Peloponneso, dove lo scrittore di viaggi aveva vissuto per sessant’anni.

Eccezionale reportage “La strada interrotta”, pubblicato postumo, grazie alla volontà dei suoi esecutori letterari, Colin Thubron e Artemis Cooper, chiude la storia del suo viaggio giovanile verso Costantinopoli quando, come scrive Livia Manera Sambuy sulle pagine del Corriere: «La sua leggenda era nata dal gesto con cui a diciotto anni aveva sparigliato le carte della propria vita.

Una piovosa sera di dicembre del 1933, quando avrebbe dovuto partire per l’accademia militare di Sandhurst, Patrick Leigh Fermor si era infilato un paio di stivali, un cappotto impermeabile, aveva messo nello zaino un volume delle Odi di Orazio, ed era partito da Londra alla volta di Costantinopoli a piedi».

PATRICK LEIGH FERMOR LA STRADA INTERROTTA
ADELPHI, 2015 Euro 22,00 pp. 368

Raffaele Milani insegna Estetica all’Università di Bologna dove dirige il Laboratorio di ricerca sulle città.
Il Mulino pubblica la sua riflessione sull’idea di città, attraverso riferimenti, citazioni, pensieri. Saggio interessante alla ricerca dell’anima urbana, porta in epigrafe una celebre frase di Borges, tratta da “Vaniloquio”: “La città in me è come un poema di cui non ho ancora trovato le parole.”
E Milani scrive: “Esiste da tempo uno sguardo interrogante sulle forme della città, e domande a cui si è cercato di dare riposte in queste pagine. Che bellezza ha dunque, nella nostra epoca, la terra abitata? Ha senso parlare ancora di bellezza?”

RAFFAELE MILANI L’ARTE DELLA CITTA’
IL Mulino, 2015 Euro 18,00 pp. 174

“La Ferocia” è il libro vincitore del Premio Strega 2015. Nicola Lagioia è un bravo narratore, molto conosciuto per libri come “Riportando tutto a casa” (Supercoralli 2009, Super ET 2011), con cui l’autore, e noi lettori, avevamo fatto i conti con ciò che ci è più vicino.
Ci riferiamo ad atmosfere dimenticate, dove non sopravvive il ricordo di alcun evento traumatico, eppure ci sono costellazioni di microepisodi che tornano in mente nella nostra vita, se entriamo nei paragoni.
Anche in questo libro c’è una medesima coltre mefistofelica, borghese e opulenta, simile al mood precedente, e riconoscibile a Bari come dalle nostre parti qui al Nord.

NICOLA LAGIOIA LA FEROCIA
Einaudi, 2015 Euro 16,00 pp. 418

 

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