Welfare, meno vincoli per ottenere gli aiuti

Cambiata la norma sull’accesso ai contributi per la prima casa. Fontanini (Lega): politica tipica della sinistra che favorisce gli immigrati

UDINE. Sarà più facile accedere ai contributi regionali per la prima casa. Anche per gli immigrati. Ora il vincolo di residenza di due anni in Fvg riguarderà solamente uno dei due partner e non più entrambi. Una norma, contenuta nella legge di “manutenzione”, che fa discutere perché dà il via libera allo smantellamento dei provvedimenti anti-immigrati voluti dalla Lega Nord nella precedente Amministrazione regionale. E, restando in tema di polemiche, non va giù al presidente di Insiel, Sergio Brischi, il sub-emendamento della Giunta alla legge Omnibus che prevede la cessazione dell’attuale Cda con l’introduzione dell’amministratore unico o la riduzione dello stesso Consiglio di amministrazione a 3 componenti. «La Regione spenderà di più» preannuncia. E intanto la Giunta stabilisce gli obiettivi di gestione per il 2013 per il direttore generale di Turismo Fvg.

Contributi per la prima casa

«Abbiamo optato per una norma di buon senso – indica il capogruppo del Pd in Consiglio Cristiano Shaurli – che è a favore di tutti i cittadini del Fvg e non solamente degli immigrati. Ci siamo ripromessi – anticipa – di sanare in seguito, in maniera politica (con il progetto di legge 20), la visione che non condividiamo del welfare padano della precedente Giunta regionale e che riteniamo incostituzionale». Un trattamento diverso, invece, viene auspicato dal presidente leghista della Provincia di Udine, Pietro Fontanini.

«È stato tolto il requisito dei 2 anni di residenza per entrambi i partner – sottolinea Fontanini – e questo è coerente con la politica della sinistra, che mette prima gli extracomunitari e poi i concittadini». Nella Finanziaria, indica l’esponente del Carroccio, «sono previsti tagli in tutti i settori, mentre per le politiche a favore degli extracominitari sono stati aumentati i fondi di 200 mila euro passando da 2 milioni a 2,2 milioni di euro. Si tratta di una politica sbagliata, che favorisce chi non ha versato contributi e beneficia di numerose altre agevolazioni (dagli alloggi alla sanità)».

Insiel

Il presidente Brischi resterà in carica «fino a che non sarà nominato un amministratore unico o riorganizzato un nuovo Cda con tre componenti, di cui due dovranno essere dipendenti regionali – indica l’assessore alla Funzione pubblica Paolo Panontin –. È stato deciso di mantenere la doppia possibilità, poi la Giunta a breve dovrà decidere quale strada intraprendere».

Un provvedimento che se per Panontin rientra nella logica del contenimento dei costi della Pa, per Brischi comporterà invece un «aggravio di spese, dovendo nominare anche un direttore generale». Ruolo quest’ultimo che, attualmente, è in capo allo stesso Brischi (per un compenso complessivo di 78 mila euro l’anno). «L’azionista, che è la Regione, è sovrano – chiarisce il numero uno di Insiel – ma una legge per una sola azienda mi sembra eccessiva, tanto più che va a modificare una legge nazionale (i commi 4 e 5 dell’articolo 4 del decreto legge 95/2012). La Regione lo può fare? Se sì, che modifichi allora anche il comma 11 che penalizza i dipendenti, andando a recuperare retroattivamente gli aumenti contrattuali dal 2011 in poi».

Premio a Sommariva

La Giunta – su sollecitazione del vicepresidente Bolzonello, come riporta il blog “Il perbenista” – ha assegnato al direttore generale di Turismo Fvg gli obiettivi di gestione per il 2013 che, se raggiunti, permetteranno a Sommariva di intascare fino al 20% del compenso annuo (quindi circa 27 mila euro in più). Obiettivi che, però, stranamente, non riguardano l’incremento di presenze turistiche. Tanto più che è in corso una gara per redigere il piano del turismo per gli anni 2014-2018: come a dire che il direttore di Turismo Fvg non è stato in grado di farlo.

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