Vivere il fiume, ora tocca al Comune

È arrivato il via libera da demanio e Regione. Adesso il progetto deve superare il vaglio dell’amministrazione Ciriani

Dopo tre anni un primo punto fermo c’è. Il progetto – tra integrazioni, modifiche, “viaggi” da un ufficio all’altro e da un ente all’altro – di rivitalizzazione del fiume Noncello riparte da una base positiva: «Il via libera del demanio idrico regionale e degli uffici regionali che si occupano di paesaggio e ambiente. Ora attendiamo che la giunta comunale si esprima per la parte di competenza, ma siamo fiduciosi» racconta Gian Paolo Appolonia, cofondatore di “Vivere il fiume”, la cooperativa nata per realizzare un’ambizione: bonificare e riqualificare l’area adiacente al Noncello, per trasformarla in un luogo che offra opportunità a chi cerca movimento, cultura, sport, divertimento ed esperienze a contatto con la natura.

Il progetto. Il disegno che la Scarl ha costruito avvalendosi di un gruppo di professionisti del territorio, prende in considerazione l’asta del Noncello dal ponte De Marchi a quello Amman, ma si articola in quattro macro interventi, la cui ideazione nel tempo ha cambiato alcuni obiettivi.

Primo tratto. La prima parte del progetto è quella che riguarda le sponde tra il ponte De Marchi e il ponte di Adamo ed Eva ed è quello che ha subito maggiori modifiche. L’area che guarda verso via Rivierasca prevede una riqualificazione ambientale con la messa a dimora di nuove piante, ma non prevede più la realizzazione di una passerella amovibile «perché nel confronto con il Comune è emersa la volontà dell’amministrazione di fare un intervento mirato in quel punto, per cui lo realizzerà l’ente» spiega il referente della Coop. Altra area che difficilmente potrà essere presa per mano subito è quella cosiddetta “dei gonfiabili” dove è prevista la realizzazione di una piastra polivalente sportiva. Si tratta di un’area che in parte è di proprietà della parrocchia San Marco «con la quale è in piedi una trattativa».

Il cuore del progetto. La parte più significativa del progetto – lotti 3 e 4 – è quella che riguarda il tratto tra il ponte di Adamo ed Eva e il ponte Amman, su aree per lo più comunali. Qui, oltre alla riqualificazione, sarebbe realizzato un orto botanico, un’area per i bambini (con lo spostamento quindi dei gonfiabili), percorsi ciclopedonali da collegare alla rete esistente, un’area di ritrovo per iniziative, pareti “free climbing”, un info point e poi un bar vegetariano sul lato di viale Martelli.

Fondi e gestione. Il piano finanziario della cooperativa prevede di utilizzare, oltre a fondi propri, anche i canali di finanziamento europei e nazionali per le riqualificazioni ambientali. «Naturalmente in questi tre anni non siamo stati fermi – sottolinea Appolonia –, ma abbiamo lavorato ad altri progetti fuori della città, facendoci conoscere. Diversamente la cooperativa non sarebbe sopravvissuta». E proprio per meglio gestire le attività che si prefiggono, i soci di Vivere il fiume sono pronti a dividere in tre soggetti l’attuale coop «per poter differenziare l’attività del verde da quella del centro sportivo, al resto. Non c’è nulla di strano, è solo una scelta gestionale. Entro febbraio «presenteremo tutti gli incartamenti all’amministrazione comunale. Il sindaco stesso, nei primi incontri, si è mostrato entusiasta. Speriamo di poter avviare quanto prima almeno parte del progetto».

Il quarto lotto. C’è un ultimo ambito che rientra nella riqualificazione, ma che, come spiega lo stesso referente della cooperativa, per ora è un sogno. Si tratta della riqualificazione e valorizzazione dell’ambito del cotonificio Amman, che però ricade in un terreno che è privato e che per di più è oggetto di fallimento. Le condizioni per realizzare questa parte del progetto sono tutte da verificare.

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