Villa Varda, restauro al via Maccan finanzia i lavori

BRUIGNERA. Villa Varda: presto al via i lavori di restauro. Grazie alla donazione di 570 mila euro da parte dell’imprenditore Inaco “Nico” Maccan, titolare della Friul Intagli, partiranno nelle prossime settimane i lavori di restauro del compendio di Villa Varda. Il progetto prevede il restauro delle facciate e della copertura della villa; a breve sarà pronto anche il progetto del ponticello sul laghetto.
L’assessore. «Purtroppo dovremo fare a meno della villa perché con la bella stagione inizieranno i lavori di restauro delle facciate e della copertura – spiega l’assessore ai lavori pubblici Angelo Salamon – Ci auguriamo che il tempo sia clemente e che non ci siano intoppi lavorativi, al fine di terminare gli interventi entro settembre-ottobre. Un piccolo sacrificio che però ci restituirà una villa ancora più bella. In ogni caso le attività proseguiranno nell’area spettacoli, nel Canevon e il parco sarà comunque accessibile». Aggiunge Salamon: «A breve sarà definito anche il progetto del ponticello sul laghetto, l’intenzione è di riproporlo con l’originale copertura a pagoda visibile nelle foto storiche. Ci auguriamo che anche questo proposito prenda forma senza intoppi».
I lavori. L’ultimo intervento al tetto risale al 1982 eseguito dalla Regione: negli ultimi tempi sono state riscontrate infiltrazioni d’acqua a seguito di pioggia e il lucernario manifesta una sempre più scarsa tenuta a causa delle fessurazioni dei vetri. La pittura delle facciate risale invece a poco meno di una quindicina di anni fa, ma la scelta del materiale impiegato non è risultato ottimale tant’è vero che in alcuni punti vi sono esfoliazioni della pittura, microfessurazioni e aree interessate da muffe. Gli obiettivi dell’intervento sono il rifacimento della copertura, la riparazione del lucernario e la ripittura delle facciate con i colori originari oltre al restauro degli elementi lapidei e decorativi. Saranno restaurati anche gli arredi originari del parco e verrà impermeabilizzata la copertura dell’arancera (la serra). Il quadro economico previsto è di 300 mila euro, 188.500 euro per i lavori e i restanti 111.500 euro per somme a disposizione dell’amministrazione. Il secondo progetto, che sarà presto approvato, si concentrerà invece sul restauro del ponticello e della casa svizzera (la casa colonica).
Le origini. Le origini di Villa Varda vengono fatte risalire alla seconda metà del 1400, quando i nobili Mazzoleni, provenienti dal parmense, acquisirono dai Conti Principi di Collalto e dai Conti di Porcia le proprietà agricolo del borgo di Guarda (o Varda) e vi costruirono la villa padronale. Nel 1670 Fabio Mazzoleni, ultimo erudito esponente della famiglia, annesse alla villa una cappella, inserita tra il verde del parco, nella quale progettò la propria sepoltura. Per mancanza di eredi la villa fu lasciata inizialmente a Ottavio Negri, zio di Fabio, quindi passò a numerosi proprietari. Nel 1867 Villa Varda venne venduta all’asta: ad aggiudicarsela il barone Carlo Marco Morpurgo de Nilma di Trieste. In quel momento Villa Varda consta di: palazzo, annessi rurali, case coloniche e 122 ettari agricoli. La casata Morpurgo rimase proprietaria di Villa Varda sino al 1943: l’ultimo proprietario, Mario Morpurgo, la lasciò in eredità al seminario diocesasano. La curia vendette il compendio alla Regione nel 1975 che vent’anni più tardi lo trasferì al Comune di Brugnera.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








