Viabilità a Udine: dossi e rotonde hanno ridotto gli incidenti

UDINE. Calano gli incidenti in città. Dal 2010 al 2016 i dati raccolti dalla polizia locale dell’Uti Friuli Centrale evidenziano una diminuzione marcata e costante dei sinistri e in particolare di quelli con feriti. Tanto che nell’arco di sette anni le persone che hanno dovuto ricorrere alla cure mediche sono passate da 596 a 366 con una riduzione del 38% che corrisponde a 230 automobilisti feriti in meno.
Ovviamente è difficile spiegare con un’unica motivazione questo miglioramento, ma al di là dei controlli e delle multe (che hanno avuto un andamento più o meno costante fatte eccezione per l’anno scorso quando sono quasi dimezzate soprattutto a causa della mancanza di personale) l’assessore alla Mobilità, Enrico Pizza è sicuro che hanno giocato un ruolo fondamentale le rotonde e i dossi sistemati in zone strategiche con l’obiettivo di costringere gli automobilisti a ridurre la velocità.
«Quando sono entrato in giunta nel 2008 - dice Pizza - abbiamo deciso di fare un’analisi approfondita per incividuare tutti i punti critici della viabilità proprio in base al numero di incidenti che si erano verificati nei cinque anni precedenti, tenendo in considerazione solo quelli con feriti e quindi di una certa gravità. Una volta individuati i cosiddetti “punti neri” abbiamo assegnato delle priorità e cercato delle soluzioni strutturali».
Perché è probabile che, al di là delle disattenzioni o del mancato rispetto del codice della strada, se in alcuni punti si verificano molti incidenti, anche la viabilità presenti delle criticità.
«Abbiamo analizzato tutti i singoli punti cercando le possibili soluzioni e nella maggior parte dei casi o realizzando una rotonda e sistemando dei dissuasori o modificando la viabilità per esempio cercando di migliorare la visibilità, siamo riusciti a ridurre in modo significativo gli incidenti», continua l’assessore.
Il primo punto critico era piazzale D’Annunzio con 38 incidenti seguito dall’incrocio tra le vie Lumignacco, Selvuzzis e Gonars con 30. «Nel primo caso abbiamo ridisegnato il piazzale e l’intervento ha portato a un calo drastico degli incidenti - assicura - mentre nel secondo purtroppo non potendo realizzare una rotonda per una questione di costi e tempi visto che sarebbe necessario operare anche alcuni espropri, abbiamo sistemato dossi e una nuova segnaletica orizzontale e verticale che ha consentito un netto miglioramento ma non ancora la soluzione del problema. Per questo valuteremo nuovi interventi con i nostri uffici».
Nell’elenco dei “casi risolti” figurano anche piazzale Osoppo, piazza Primo maggio, diversi incroci di via Bariglaria («con le rotonde realizzate in via La Spezia e via Cividina gli incidenti sono praticamente scomparsi»), ma ci sono anche zone in cui ancora non è stato possibile fare nulla. «Per piazzale Cavedalis per esempio e anche per l’incrocio tra via Gorizia e via Montegrappa, è impossibile pensare a soluzioni definitive», ammette l’assessore.
Ma le zone dove intervenire sono ancora tante. «A breve sarà sistemata piazza Garibaldi, poi ci sarà una rotonda in via Tricesimo che risolverà un problema di immissione da una laterale mentre le rotonde di viale XXIII marzo a giorni saranno riaperte al traffico - spiega -».
Tutto risolto quindi? «No - replica Pizza -, stiamo lavorando anche in viale Palmanova dove saranno realizzate diverse rotonde e in futuro interverremo anche in viale Venezia». Senza contare le 4 nuove zone trenta in arrivo e i 43 rallentatori che saranno sistemati in 27 vie con nuovi dossi o piattaforme pedonali, ossia l’innalzamento al livello dei marciapiedi degli attraversamenti, operazione che oltre a far rallentare le auto consente di eliminare le barriere architettoniche.
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