Via libera alle colture Ogm Opposizione della Regione

Friuli Venezia Giulia libero da Ogm. Se la Corte di Giustizia europea scagiona Giorgio Fidenato e di fatto riconosce la libertà di seminare mais geneticamente modificato (quello riconosciuto dal catalogo europeo) senza autorizzazione dello Stato, il fronte dei contrari oppone un muro. Lo fa la Regione che, nonostante abbia da poco cambiato la sua guida, non intende modificare la legge approvata dalla giunta Tondo. E lo fanno le associazioni – Coldiretti in testa – che aderiscono alla task force “per un’Italia libera da Ogm”. Peccato però che il tempo per agire introducendo le regole che oggi mancano – i piani di coesistenza previsti dall’Europa non sono stati recepiti dall’Italia – siano stretti. L’udienza conclusiva del processo a Giorgio Fidenato, è fissata l’8 luglio, ma l’imputato, visto che il processo era stato rinviato in attesa dell’ordinanza della Corte, potrebbe chiedere al giudice di anticipare la data. Allo stesso modo potrebbe chiedere nel frattempo un’istanza di dissequestro delle sementi geneticamente modificate. Magari per seminare prima dell’arrivo dell’estate e soprattutto di nuovi limiti.
La Regione «vuole confermare il divieto alla coltivazione degli Organismi geneticamente modificati in tutto il Friuli Venezia Giulia», ribadisce l’assessore all’agricoltura Sergio Bolzonello, che ha dovuto sospendere il regolamento attuativo alla legge 5 del 2011 in forma preventiva: «Si è voluto mettere in sicurezza la normativa regionale rispetto a una possibile apertura di una pericolosa procedura di infrazione da parte dell’Unione europea». Intenzione della giunta è emanare «in tempi brevi delle linee di coesistenza da far valere a livello regionale, garantendo la salvaguardia delle produzioni convenzionali regionali».
Nel frattempo, secondo la Regione, «il divieto alla coltivazione degli Ogm continua a valere sulla base della normativa nazionale, la quale subordina la semina di Ogm a specifica autorizzazione che può venir rilasciata solo se viene verificata caso per caso questa possibilità di coesistenza». Autorizzazione negata però dalla Corte di giustizia europea secondo la quale, il divieto di coltivare Ogm può valere solo se viene provato un danno all’ambiente o alla salute.
Minimizza anche la task force per un’Italia libera da Ogm: «Nulla cambia perché si applica comunque la legge 5 del 2005. La non definitiva risoluzione della vicenda va avanti ormai da troppo tempo e questa deve essere l’occasione per chiudere definitivamente una questione sulla quale cittadini, agricoltori, rappresentanze economiche e sociali, Regioni e Parlamento si sono espressi già tantissime volte». Come? «Completando la procedura di adozione della clausola di salvaguardia».
Martina Milia
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