Via Cairoli, oggi una targa per ricordare i Cosattini
In questa casa, dove infierì la violenza fascista, vissero Giovanni Cosattini (1878-1954), deputato socialista con Matteotti, sindaco di Udine liberata, membro dell'Assemblea Costituente: Luigi Cosattini (1913-1945), giurista, deportato a Buchenwald, vittima della barbarie nazista: Alberto Cosattini (1916-2010), militante di Giustizia e Libertà, dirigente nazionale della Resistenza. La città di Udine pose. 25 aprile 2011». Questa la scritta incisa sulla targa marmorea che sarà scoperta oggi, alle 17.30, in via Cairoli 4, sulla facciata dello studio-abitazione dei Cosattini, padre e figli. E' una famiglia entrata nella storia del Novecento, e non solo friulana, ed è giusto che – dopo la recente scomparsa di Alberto – sia, crediamo per la prima volta, considerata e onorata nel suo insieme. La proposta di una lapide che comprendesse tutti e tre i personaggi venne avanzata mesi fa da Piero Zanfagnini, amico di famiglia oltre che collega, come avvocato, di Giovanni e Alberto Cosattini (e di Giovanni anche come ex primo cittadino di Udine). L'istanza è stata accolta dal sindaco Honsell, che ha scelto la data odierna, festa della Repubblica, per la cerimonia alla quale parteciperà con altre autorità e rappresentanze cittadine.
Alberto Cosattini, mancato il 14 gennaio 2010 a 93 anni, ha dedicato la sua lunga vita prima alla lotta antifascista e alla Resistenza poi alla carriera forense (è stato avvocato per più di 60 anni!), ma in buona parte anche a tramandare il ricordo del padre e dello sfortunato fratello. Promuovendo pubblicazioni dell'Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione (“Giovanni Cosattini, una vita per il socialismo e la libertà”, di Paolo Alatri e “A ciascuno il suo. Ricordo di Luigi Cosattini, deportato”, di Bruno Vasari) rimasti fondamentali per capire i personaggi. Quanto a lui, ci ha lasciato un volumetto di preziose memorie (“Fatalità e coscienza. E i miei giorni con Ferruccio Parri”), dove ricorda la collaborazione con il dirigente del Cln diventato (giugno-dicembre '45) presidente del consiglio. Nel dopoguerra Parri gli offrì un incarico all'Ambasciata di Washington, che gli avrebbe dischiuso una brillante carriera diplomatica. Ma Cosattini rifiutò, preferendo tornare a Udine a riavviare lo studio legale paterno (che nel 1926 era stato devastato e incendiato dalle squadre fasciste).
Nella storia dei Cosattini avvocati si inserisce quella, meno nota, di Luigi, primogenito di Giovanni. Giurista di solida preparazione, docente negli atenei di Trieste e Padova, ha partecipato alla Resistenza con il Partito d'azione. Arrestato dai tedeschi e deportato in Germania, è scomparso nei giorni della liberazione. Vane tutte le ricerche, la sua scomparsa resta un mistero. Il fratello Alberto raccontava che la madre, per mesi se non per anni, sobbalzava a ogni squillare del campanello di casa, inseguendo una speranza purtroppo rivelatasi vana. (m.b.)
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