Vespa, un mito senza età: a Udine il raduno unisce le generazioni
Record di iscritti al 18° evento nazionale del club del capoluogo friulano. Per la prima volta concesso il transito sul ponte del Diavolo. Il presidente Chiaramida: «C’è chi è arrivato dall’Ungheria»

Erano in più di 500, uniti dalla stessa passione. Quella per un mito: la Vespa, da 80 anni l’indiscussa regina degli scooter.
Un nuovo record quello firmato dal 18° raduno nazionale organizzato dal Vespa club Udine, con gli intramontabili gioielli della Piaggio (brevetto del 23 aprile 1946) che, dopo la partenza da piazza Venerio - al taglio del nastro presente il vicesindaco Alessandro Venanzi - e la sfilata per il centro del capoluogo friulano, hanno raggiunto il simbolico traguardo a Savorgano del Torre.
Non senza «uno spettacolare passaggio a Cividale, con il Comune ducale che ci ha fatto un regalo, consentendoci di attraversare il ponte del Diavolo. Era la prima volta per il nostro raduno ed è stata indimenticabile», le parole di Carmelo Chiaramida, presidente del Vespa club Udine, sodalizio passato dai 230 tesserati del 2023 agli attuali 470 soci. Numeri che lo pongono nella top ten dei Vespa club del Nord Italia.
Vespa, appunto: un’amore senza età. E senza differenze di genere. «Su oltre 500 vespisti iscritti ben 92 erano donne, mamme, zie o nonne. Si capisce quanto sia trasversale questo mito tutto italiano», evidenzia Chiaramida. «Sono arrivati appassionati da altre regioni, da Slovenia e Carinzia.

Era presente anche un cittadino svizzero, Carlo Gosparini, per l’occasione partito addirittura dall’Ungheria. E poi c’erano i bambini, figli o nipoti di vespisti e vespiste. I più giovani sono arrivati da Pordenone: Filippo Comisso, classe 2020, con la sorellina Camilla, 2017. Stessa età di Viktoria, da Tarcento. Il meno giovane? Renzo Liberale di Cividale, classe 1939: una leggenda. Insomma, 81 anni tra il più grande è il più piccolo del gruppo: meraviglioso».
Meraviglia è stato anche il sentimento che ha suscitato un esemplare presentatosi al nastro di partenza a Udine: «Una rarissima Vespa del 1949, del cividalese Piergiorgio Belli, un amico».
Non l’unico amico, come ricorda Charamida: «Un plauso al nostro staff e ai volontari che ci hanno dato una mano e un grazie alle autorità che ci hanno dato questa possibilità, al circolo ricreativo culturale di Trivignano udinese e ai nostri angeli custodi: i ragazzi di Moto Emergenza Fvg, la nostra scorta».
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