Verso il commissariamento il 18 la resa dei conti in aula
venzone
Giovedì 18 ottobre potrebbe essere l’ultimo giorno da sindaco di Venzone di Fabio Di Bernardo. Il condizionale è d’obbligo anche se la maggioranza non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro. Il gruppo “Insieme per Venzone” è deciso a sfiduciare il sindaco che venerdì mattina, a poche ore dalla riunione con i suoi, ha ricevuto il bossolo di un proiettile già esploso. Indagano le forze dell’ordine.
Si chiude così una stagione che non fa onore alla cittadella medievale ricomposta pietra su pietra che ora si prepara ad accogliere il commissario. E se il sindaco sembra ormai certo di non aver spazio di manovra – «coglierò l’occasione – scrive in una nota – per ringraziare i cittadini della fiducia e dell’affetto dimostrato fino ad oggi» – il gruppo di maggioranza “Insieme per Venzone” prende le distanze dal recapito del bossolo al primo cittadino. «È un gesto – fanno sapere i consiglieri – da condannare per gravità e metodo che non appartengono alla nostra comunità». E ancora: «Qualcuno sta cercando di inquinare un regolare confronto politico che il gruppo vuole dibattere in consiglio comunale». I consiglieri di maggioranza fanno sapere che «sarebbe stato più semplice dimettersi e promuovere la caduta del Governo locale». Ma per onor di trasparenza gli stessi consiglieri di maggioranza hanno preferito imboccare la strada che porterà alla sfiducia che non mancheranno di motivare. Ecco perché auspicano «la presenza di molti venzonesi in aula quando sarà votata la sfiducia, e in una sede istituzionale appropriata per spiegare le reali motivazioni del commissariamento».
La presa di distanza segue il comunicato del sindaco attraverso il quale Di Bernardo si dice dispiaciuto per non aver registrato alcuna presa di distanza dai «consiglieri con i quali ho collaborato per anni».
A Venzone, insomma, le divisioni restano. Tutto è iniziata con le dimissioni del sindaco dopo la delusione elettorale. Si sono aggiunti il ritiro delle deleghe e la nomina degli assessori esterni non venzonesi: l’ex assessore regionale, Gianni Torrenti, e l’ex assessore di Tricesimo Gabriela Martinuzzi. Nessuno, però, poteva immaginare che in municipio arrivasse anche il bossolo inesploso. «Mi chiedo – continua il sindaco – cosa possa pensare un figlio dopo aver letto le intimidazioni indirizzate al padre (nella lettera che accompagnava il bossolo c’era scritto “ti avevamo consigliato di dimetterti” ndr): paura, angoscia, tristezza». Nella stessa nota, Di Bernardo ripercorre i passaggi che hanno portato alla nomina degli assessori esterni e insiste a dire che non è stato possibile «trovare un punto d’incontro e una soluzione per concludere gli ultimi sette mesi del mandato». —
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