Vasto incendio nella notte all’oleificio - Video - Foto

SAN GIORGIO DI NOGARO. Vasto incendio, con fiamme alte decine di metri e una lunga colonna di fumo, nella notte tra lunedì e martedì all’Oleificio San Giorgio di San Giorgio di Nogaro. Danni ingenti, ancora non quantificati, all'impianto di essiccazione: si parla di diverse centinaia di migliaia di euro. Si ipotizza che serviranno circa sei mesi per ripristinare la struttura.
Nessun danno invece alle persone. Secondo una prima verifica, le cause dovrebbero essere accidentali. Ci sono volute ore di lavoro per domare l’incendio: i pompieri hanno spento le fiamme verso le 16; i vigili del fuoco hanno poi lavorato all’opera di smassamento del materiale, operazione ancora in corso a tarda ora.
Le fiamme e la colonna di fumo erano visibili anche a chilometri di distanza. La dirigenza dell’azienda, in riunione permanente, non ha rilasciato nessuna dichiarazione. Probabilmente attende ancora qualche dato – come la quantificazione dei danni – prima di prendere posizione.
Gli impianti non interessati dall’incendio sono stati comunque utilizzati normalmente. A dare l’allarme, circa alle 3 di notte, sono stati i lavoratori di alcune aziende della zona industriale Aussa Corno – dove ha sede l'impianto – che hanno notato le fiamme, già alte, uscire dall’impianto in acciaio di essiccazione dei semi dell’Oleificio San Giorgio.
Immediatamente sono arrivate sul luogo cinque squadre dei Vigili del Fuoco del Comando di Udine e del distaccamento di Cervignano, nonchè i volontari di Latisana, una trentina di uomini, che hanno iniziato la complessa opera di spegnimento dell’incendio, provvedendo al tempo stesso a raffreddare la struttura onde evitare cedimenti strutturali per le temperature elevate.
Ad andare a fuoco – come si accennava – sono stati i due impianti per l’essiccazione dei semi di soia: una struttura metallica alta circa 25 metri (una sorta di silo) alimentata da un bruciatore a metano di 23 mila kw. La soia, come spiega Valmore Venturini, responsabile della comunicazione dei vigili del fuoco di Udine, scende dall’alto nel manufatto, mentre dal basso sale l’aria calda per portare l’umidità alla gradazione necessaria per l’estrazione dell’olio. E proprio durante questa operazione si sarebbe sviluppato l’incendio.
Il fuoco è divampato a un’altezza pari ai due terzi della struttura, propagandosi poi ulteriormente verso l’alto. Di qui le difficoltà dei vigili del fuoco a intervenire. Ma grazie a tre autoscale sono riusciti non solo ad avere ragione delle fiamme, ma anche a raffreddare il manufatto, evitando così che il fuoco si propagasse agli altri impianti.
I pompieri hanno lavorato per domare l’incendio fino alle 16 di ieri, avviando poi l'intervento di smassamento del materiale, nel quale sono stati impegnanti una ventina di vigili, che hanno proseguito il lavoro fino a tarda notte.
«É stata sicuramente una operazione di spegnimento complessa – spiega Venturini – per le difficoltà in cui si doveva intervenire, dovute al fatto che le fiamme si sono propagate da un’altezza di circa 25 metri. Non solo. Oltre a spegnere l’incendio si doveva raffreddare il manufatto metallico. Il lavoro delle squadre intervenute ha evitato inoltre che il fuoco si propagasse agli impianti vicini».
A coordinare i vigili del fuoco Dario Zanut e il comandante Vincenzo Lotito. Sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di San Giorgio di Nogaro e gli addetti dell’Azienda sanitaria. Preoccupazione nelle aziende vicine, ma anche nei paesi della zona: si temeva che l’alta colonna di fumo levatasi dall’incendio fosse stata tossica. Nessun danno ambientale, invece, essendo bruciato un prodotto naturale come la soia.
I vigili del fuoco sono al lavoro con cinque squadre, arrivate dal Comando di Udine e dai distaccamenti di Cervignano e Latisana, per domare l'incendio. Il rogo è sotto controllo, ma i Vigili del fuoco lavoreranno ancora per ore per spegnerlo del tutto.
L'azienda era aperta quando si è sviluppato l'incendio, quasi sicuramente per cause accidentali, ma nessuno degli operai in servizio si trovava nei pressi dell'impianto di essiccazione in quel momento. Non ci sono feriti.
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