Va dalla polizia e confessa l’uxoricidio

LATISANA. «Ho ucciso una settimana fa una donna qualche giorno fa in un residence di Montevideo. Dopo una lite l’ho strangolata».
Poche parole pronunciate con accanto il suo avvocato in un commissariato di Berlino, città in cui viveva da una ventina d’anni dopo aver lasciato il suo Friuli.
La confessione Angelo Faggion ha confessato così qualche giorno fa l’omicidio della sua convivente, una 35enne brasiliana, Erika Luana Nogara. Ora è in carcere a Berlino con le autorità di Montevideo che già premono per l’estradizione. L’assassino reo-confesso aveva ancora molti legami con il Friuli e in particolare con Latisana e San Michele al Tagliamento, suo paese d’origine. Lì vivono ancora il padre, la sorella Flavia (l’altra, Martina, abita a Mantova) e una serie di parenti. Tutti in queste ore stanno apprendendo la notizia e ovviamente sono rimasti sconvolti.
L’emigrante-gelataio La storia di Angelo Faggion è una delle tante storie di emigrazione. Nato all’ospedale di Latisana il 29 novembre del 1964 ha vissuto fin’oltre i vent’anni a San Michele al Tagliamento. Poi ha deciso di cercare fortuna all’estero, in particolare in Germania. La “stagione” all’inizio degli anni Novanta a berlino e dintorni rendeva bene. Le gelaterie gestite da italiani andavano a gonfine vele in una città che stava ridiventando il centro d’Europa e Angelo, fa sapere un cugino di San Michele, non ci ha messo molto a trovare un’occupazione.
Il matrimonio con Gabriella E anche l’amore. Con la figlia di un imprenditore campano che nella rinata capitale tedesca aveva trovato fortuna con alcune gelaterie. Pochi anni e Angelo Faggion ha sposato la signora Gabriella che gli ha dato quattro figli, la più grande ora è adolescente. La famiglia Faggion tornava spesso in Friuli, anche più di una volta l’anno. L’uomo era molto stimato tra San Michele e Latisana, dove vive la sorella Flavia e pure il padre, rimasto vedovo alcuni anni fa.
Il nuovo amore Poi però il matrimonio ha cominciato a incrinarsi. «Sapevo e non sapevo - si limita a dire la sorella Flavia, sconvolta da quanto fatto dal fratello -. Sapevamo che quel matriomonio aveva dei problemi».
E il cognato riferisce anche del fatto che alla fine dell’inverno Angelo aveva lasciato la famiglia dopo aver perso la testa per quella donna brasiliana di 35 anni. «Pensavamo che le cose si potessero sistemare - continua il parente - invece poi abbiamo saputo di quanto accaduto».
La telefonata da Berlino La notizia di quanto fatto da Angelo è arrivata in Friuli ai parenti direttamente da Gabriella, la moglie del gelataio, qualche giornio fa. Una notizia secca, a quanto dicono, nessun riferimento a quell’appartamento di Montevideo, a quella lite, allo strangolamento della giovane donna; men che meno alla volontà di Angelo Faggion di rifarsi una vita in Sudamerica con la nuova fiamma. «Questo me lo racconta ora lei» commenta al telefono la sorella Flavia, la cui unica preoccupazione ieri è stata quella di non far sapere all’anziano padre quanto sia accaduto al fratello. «Mio cugino un assassino? Non mi sarei mai aspettato una notizia del genere» commenta invece incredulo il cugiono dall’altra parte del Tagliamento.
Caso delineato Ma per gli inquirenti il caso è ben delineato. Angelo Faggion, come lui stesso ha raccontato alla polizia tedesca, ha ucciso la compagna nel corso di una violenta lite nel quartiere di Rodo y Joaquin de Salterain a Montevideo, in un appartamento che la coppia abitava dall’inizio di marzo. Volevano trasferirsi in Uruguay, avevano già avviato le pratiche con le autorità del paese Sudamericano Angelo e Erika Luana.
L’Interpol ha confermato tutto ieri agli uomini della Squadra mobile della Questura di Udine cui hanno chiesto informazioni su quell’emigrante italiano ora accusato di omicidio.
Tra Latisana e San Michele non lo rivedranno per decenni Angelo, l’emigrante-gelataio trasformatosi in assassino. Il 18 aprile in un residence di Montevideo.
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